Dicembre 1, 2009 di Erika Farese
L’Associazione di familiari e amici dei sofferenti psichici “La rete sociale”, con le associazioni di volontariato e ai sindacati impegnati nella lotta per impedire che il SPDC ( Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura ) da Benevento venga spostato a Sant’Agata dei Goti, hanno indetto una
CONFERENZA STAMPA
per mercoledì 2 dicembre alle ore 11,00
presso il palazzo del volontariato (viale Mellusi)
Come già preannunciato, il nome SPDC, in questi giorni è continuamente alla ribalta dei media non per la sua funzione istituzionale – che è quella della cura dei malati mentali in fase acuta – ma per motivi di natura giudiziaria e politica che contrastano con il clima di serenità e collaborazione che dovrebbe caratterizzare il reparto. Motivi che stanno assumendo una preminenza che offusca le vere problematiche che interessano i malati e che rischiano di rimanere seppellite sotto il macigno della recente decapitazione dei vertici della ASL.
Noi invece vogliamo sollevare questo macigno perché venga data una risposta ai molti e preoccupanti interrogativi che gravano sulla struttura, sul suo personale, sul suo funzionamento e sulle attività svolte per il recupero dei sofferenti psichici. Nella conferenza stampa verrà affrontata dunque, non solo la questione del trasferimento del SPDC a Sant’Agata dei Goti, ma verrà spiegato anche il punto di vista delle associazioni sui contenuti logistici e terapeutici di cui dovrà dotarsi il reparto per valorizzare al meglio le potenzialità del personale medico e infermieristico quotidianamente impegnato nel servizio.
E a questo proposito mercoledì sarà anche presentato il “blog dei Lenzuoli Bianchi” frutto dell’Associazione dei familiari e di quanti – uniti dallo stesso intento – contribuiscono ad arricchirlo.
Un blog che servirà anche a dare voce a chi finora è stato costretto a subire, senza diritto di replica, il bombardamento mediatico di chi gestisce il potere. Una voce, dunque, per difendere i “diritti negati” dei malati di mente e di quanti si adoperano per farli rispettare.
Comunicato stampa
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Dicembre 1, 2009 di Erika Farese
(Nostro articolo – Erika Farese – 01.12.09)
Nella serata di ieri presso la sala del Consiglio Comunale di Paduli, il Comitato, sorto su iniziativa dei cittadini di Paduli, e non solo, ha ufficialmente preso vita.
Il Sindaco di Paduli, il dott. Feleppa, nel discorso introduttivo ai lavori, ha annunciato formalmente la costituzione del tavolo istituzionale, dando notizia che il 13 Dicembre sarà la data prevista per la sua prima seduta, a cui prenderanno parte anche i rappresentanti del costituendo comitato.
In merito alla nomina del Presidente del Comitato, il Sindaco ha manifestato la sua volontà di vedere eletto un cittadino di Paduli. Al dott. Feleppa è stata sottoposta da Daniele Tufo, nominato nel corso della seduta portavoce del Comitato, la possibilità di far valere , nei rapporti con il tavolo istituzionale, quanto dichiarato dalla Convenzione internazionale di Aarhus, che, nel sancire il principio in base al quale il cittadino deve essere informato sulle tematiche ambientali, attribuisce agli stessi cittadini il diritto di partecipare nella fase di elaborazione di piani, programmi e ai processi decisionali pubblici concernenti materie ambientali.
In sala molti i giovani presenti, insieme agli anziani del paese e un nutrito gruppo di cittadini di Sant’Arcangelo.
Il ruolo di Presidente pro tempore, al fine di agevolare i lavori elettivi degli organi dirigenti del Comitato, è stato assunto dal cittadino Enzo La Rocca. Primo compito da assolvere: stabilire la redazione di uno statuto e le modalità di elezione delle cariche.
Per il primo punto si è costituita ieri una commissione, composta da esperti di diritto, deputata a redigere, in pochissimo tempo, il necessario statuto del Comitato. Per agevolare ancora di più i tempi, il Codisam, di cui molti rappresentati erano presenti in sala, oltre ad esprimere la piena partecipazione e sostegno concreto al lavoro cui è deputato il nascente comitato, ha fornito copia del proprio statuto come fonte di ispirazione.
Rimandata a Mercoledì la seduta per assolvere alla parte formale della procedura: eleggere il presidente e i membri del direttivo. Intanto il Comitato, attraverso la volontà di tutti i partecipanti all’assemblea, esposta dal portavoce Daniele Tufo, ha manifestato l’intenzione di abbreviare il più possibile i tempi d’azione, data l’immediatezza del problema, decidendo fin da ieri di iniziare a stabilire un punto di contatto con gli altri Comitati, non solo limitrofi, ma anche regionali, aderendo al Co.Re.Ri., certo di poter ricevere, da parte di quest’ultimo, il sostegno e il supporto tecnico- legale, necessari in questa fase.
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Dicembre 1, 2009 di Erika Farese
Terra Madre Campania
Napoli – Mostra d’Oltremare
4-6 dicembre 2009
Programma
Venerdì 4 ottobre ore 16.30
Apertura Terra Madre Campania con la partecipazione di Carlo Petrini
Al termine proiezione DVD “Gente di Terra Madre” seguita da degustazione dei prodotti delle comunità del cibo
Sabato 5 e domenica 6 dalle 10.00 alle 19.00
Mercato delle comunità del cibo e dei Presìdi campani con esibizioni musicali delle comunità sonore
Sabato 5
Seminari della terra
Ore 11.00 “Latte: questione di erbe”
Il termine generico “latte” non rende giustizia a tutti quegli allevatori impegnati nell’alimentare i bovini con foraggi dei prati a breve distanza dall’allevamento. Le differenze possono essere notevoli sotto il profilo nutrizionale ma anche quello organolettico. Proviamo a capire il perché.
Ore 15.00 “Parchi e produttivi”
Approfondimento dedicato ai Parchi nazionali e regionali, aree protette in cui il vincolo ambientale può costituire un’importante risorsa per agricoltori e allevatori, paladini della biodiversità alimentare.
Ore 17.00 “Contadini e cuochi: un’alleanza naturale”
Un tentativo ambizioso di costruire un percorso breve e trasparente del cibo, dai campi alla tavola di ristoranti e osterie, con il contributo di alcune esperienze significative già realizzate.
Laboratori del Gusto
Ore 11.00 “Le piccole vigne a Terra Madre Campania”
Un vitigno, un viticoltore, un territorio: la bottiglia. Falanghina, Fiano, Greco, Piedirosso, Barbera e Aglianico, espressioni di piccole vigne e autentici viticoltori.
Ore 14.00 “Presìdi vivi e vegetali”
I colori dei presidi compongono un caleidoscopio ricco di emozioni: rosso, giallo, verde. Esempi di sostenibilità e di pratiche rispettose delle materie prime oggi ci forniscono una tavola logica di comparazione delle differenze tra le produzioni industriali e non.
Ore 17.00 “Formaggi d’alta quota”
Un’occasione in più per portare alla ribalta pecorini e caciocavalli ottenuti dai pascoli di montagna, in condizioni spesso disagiate e faticose per gli allevatori ma che possono garantire notevoli vantaggi dal punto di vista organolettico.
Domenica 6
Ore 10.00 Parola di contadini
Le comunità del cibo portano testimonianza della propria esperienza, attraverso storie, racconti e immagini. Saranno invitate a raccogliere le testimonianze enti e istituzioni da tutto il territorio regionale.
Laboratori del Gusto
Ore 11.00 “Il salume? … sono io!”
Presìdi, quasi presìdi e rarità, trovano spazio laddove la geografia non sembra darne. Il racconto di piccoli produttori introdurrà i partecipanti in un universo di emozioni e suggestioni.
Ore 14.00 “Tutte le forme del pane”
Una panoramica sensoriale sulle varianti del cibo quotidiano per antonomasia, dalle più diffuse a quelle più sconosciute.
Ore 17.00“Tesori nei baccelli”
Fagioli, ceci, lenticchie e cicerchie dai luoghi più nascosti della Campania. Un omaggio alle leguminose, fornitrici di proteine a basso costo e a elevata sostenibilità ambientale.
La partecipazione ai laboratori del gusto prevede un ticket di 5 euro per i non soci e di 2 euro per i soci l’incasso verrà devoluto a un progetto FAO.
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Novembre 30, 2009 di Erika Farese
Il 25 Novembre 1990 si costituiva a Cortona (AR) l’International Society of Doctors for the Environment – ISDE. Un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali.
In questi giorni l’Associazione si sta facendo portavoce di una cruciale informazione: afferma con certezza che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni.
L’articolo incriminato è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti – Parte II”.
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Novembre 27, 2009 di Erika Farese
Blitz del Noe, quattro denunce. Nelle condotte del biogas 450mila metri cubi di percolato
Un fiume di veleni nelle viscere di Pianura. Devastante, si è insinuato nel terreno per anni, inquinando e distruggendo una delle terre più fertili della Campania: aree verdi incastonate tra il Parco metropolitano delle Colline di Napoli e il Parco regionale dei Campi Flegrei. Quel veleno ha un nome: «percolato». E un liquido che si origina dall´infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. Oggi un´inchiesta avviata dalla Procura all´indomani degli scontri di piazza avvenuti a Pianura – in piena emergenza rifiuti – è giunta ad una prima conclusione: dal 2001 ad oggi, il percolato che avrebbe dovuto essere prelevato dai cinque diversi invasi che compongono la discarica di Contrada dei Pisani, anziché essere smaltito sarebbe, stato riversato nella viscere della terra.
E uno scenario inquietante quello che emerge dalle prime consulenze consegnate al pubblico ministero Stefania Buda. L´inchiesta avviata per verificare l´insorgenza di malattie anche gravi, come neoplasie e leucemie che pare siano cresciute nel quartiere della periferia occidentale in maniera esponenziale negli ultimi anni, approda a un punto cruciale. I carabinieri del Noe – il nucleo specializzato nel perseguire i reati ambientali – coordinati dal vicecomandante Antonio Rusciano, hanno denunciato cinque persone: avrebbero avuto secondo l´accusa un ruolo determinante nella violazione della normativa sullo smaltimento di rifiuti pericolosi. Nel mirino degli investigatori è finita la «Elettrica», società a responsabilità limitata che avrebbe dovuto garantire le operazioni di smaltimento di ben 400mila metri cubi di percolato. Ma dalle consulenze emerge la bonifica non è mai partita. Continua a leggere
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Novembre 27, 2009 di Erika Farese
Domenica 29 novembre 2009
“M.ti del Partenio”
Castello di Cervinara - Piana di Lauro

Monti del Partenio Fonte www.greenopoli.it
Appuntamenti:
Bar Gavio - San Giorgio del S. ore 7.20
Bar 2000 – BN ore 7.30
P.za Castello di Cervinara (Av) ore 8.00
L’ Escursionista non s’adda scordà: Scarpe da trekking adatte per camminare su sentieri rocciosi e nei boschi; vestirsi con indumenti comodi (a cipolla); disporre di uno zaino da escursione; nello zaino bisogna avere a disposizione un maglione, una giacca a vento impermeabile, un copricapo, guanti, pila tascabile, bicchiere di vetro, coltello, vino, acqua e colazione a sacco.
Per ulteriori notizie www.lerkaminerka.com
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Novembre 26, 2009 di Erika Farese
(Nostro articolo – Erika Farese – 26.11.09)
Presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, ha illustrato i punti salienti del piano per il trattamento del ciclo dei rifiuti.
Primo progetto operativo è la chiusura della discarica di Serra Pastore, sita a San Bartolomeo in Galdo. L’Assessore all’Ambiente ha assunto impegno formale di stanziare risorse finanziarie necessarie per quest’opera di bonifica, ammontanti a circa 100.000 euro, e prevedendo, per il termine dei lavori, massimo 25 giorni. Anche per la discarica di Tre Ponti di Montesarchio, ci sono notizie positive: nei prossimi giorni, l’assessore Aceto incontrerà i rappresentati del Comitato per discutere in merito alla bonifica della discarica.
Degna sicuramente di buon auspicio è il rapporto di consulenza che la Provincia sta intrattendedo sia con la Provincia Autonoma di Bolzano, sia con l’imprenditrice della Vedelago, Carla Poli, la quale nel suo centro di riciclaggio ha trasformato la concezione di rifiuto in quella di materiale da riutilizzo, arrivando a riciclare e trasformare circa il 98% dei rifiuti.
Per la società pubblica, l’assessore ha confermato il suo orientamento sul fatto che la stessa avrà al 100% capitale pubblico e che comunque sarà aperta alla partecipazione azionaria dei Comuni (fino al 49%). “Eviteremo di costruire carrozzoni pubblici: vogliamo, infatti, evitare – ha precisato Aceto – ad ogni costo di perpetuare i pessimi esempi di gestioni pubbliche fallimentari di servizi pubblici degli anni passati”. Per quanto concerne, infine, il Piano dei rifiuti, l’assessore ha ribadito che si punterà sulla raccolta differenziata spinta e sul “porta a porta”, rifiutando ‘in toto’ ogni ipotesi di trattamento a caldo dei rifiuti. Valida anche l’idea di studiare la tipologia dei rifiuti prodotti nella provincia di Benevento e la richiesta di ottenere i codici di accesso per addivenire alla conoscenza dei dati di afflusso dei rifiuti nelle discariche di Casalduni e Sant’Arcangelo Trimonte. Continua a leggere
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Novembre 24, 2009 di Erika Farese
Mancano pochi giorni all’inizio della conferenza di Copenaghen sul Clima. Il WWF porterà la tua firma al vertice di Copenaghen per chiedere ai Capi di Stato un accordo sul Clima equo ed efficace. Vote Earth! (Vota la Terra) è la grande campagna mondiale organizzata dal WWF in vista di questo importante appuntamento. Per ottenere dei risultati rilevanti e far sentire la tua voce puoi votare per la Terra, votare per il tuo futuro.
E’ importante agire subito ed essere in tanti … Perchè ogni Voto per la Terra è un voto per te.
Vota ora
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Novembre 22, 2009 di avampost
Il tour DEI RIFIUTI
ECCO COSA SI NASCONDE DIETRO LA FINE DELL’EMERGENZA
di Adriana Pollice, il Manifesto 21 novembre 2009
A Taverna del Re c’è la «cittadella delle ecoballe», alla foce dei Regi lagni vengono abbandonati i residui della raccolta differenziata. E ad Acerra l’unico inceneritore costruito funziona a singhiozzo. Viaggio in una regione dove la spazzatura rischia di rispuntare dal tappeto fatto stendere da Berlusconi e Bertolaso.
L’emergenza rifiuti in Campania è finita. Il premier ha fatto la sua macumba davanti alle telecamere e le tv sono passate a occuparsi d’altro. Allora il Coordinamento regionale rifiuti, che riunisce molte associazioni del territorio, si è autotassato per organizzare il secondo Spazzatour, invitati in prima file i corrispondenti esteri delle principali testate europee. È bastato sfilare lungo la bretella di collegamento verso Pomigliano d’Arco o nell’agro aversano per osservare come la terra dei fuochi continui a bruciare: «A Casaluce, Frignano, la tecnica è sempre la stessa – spiega Anna Fava – Si fanno piccoli cumuli con i rifiuti industriali, spesso anche eternit, poi per evitare esplosioni si copre con residui della lavorazione della carta o stracci, su tutto vanno gli pneumatici. Così si è sicuri che il fuoco prenda e bruci a lungo, quello che resta sono colline di ceneri tossiche». A Taverna del Re, nel giuglianese, c’è la cittadella delle ecoballe: un cumulo di rotoli di rifiuti ammassati, gli involucri di plastica a brandelli, immersi in un lago di percolato. Le foci dei Regi Lagni sono un monumento alla spazzatura: vengono abbandonati i residui della raccolta differenziata della plastica e della carta, quando la marea sale l’immondizia prende il largo facendo spazio per un altro carico. Continua a leggere
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Novembre 21, 2009 di avampost
Napoli, 19 novembre 2009
Acqua privatizzata
“MALEDETTI VOI..!”
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni. Continua a leggere
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Novembre 21, 2009 di avampost
![bmagazine-copertina-novembr[1]](http://beneventoecosolidale.files.wordpress.com/2009/11/bmagazine-copertina-novembr1.jpg?w=212&h=300)
BENEVENTO ECOSOLIDALE MAGAZINE
Il personaggio delle associazioni
Carmela Longo, tra i paesaggi di dentro e i paesaggi di fuori
Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio
di Alessio Masone – Rete Arcobaleno
La bottega delle relazioni ecologiche
Stare bene con sé, con gli altri e con la Terra
Città di Eufemia
Tre progetti per vivere meglio
Al centro “E’ più bello insieme”, un appartamento, un laboratorio e un team sportivo
di Angelo Moretti – E’ più bello insieme – Centro per disabili
Il Calore prima e dopo
I fiumi a Benevento: problemi e soluzioni
di Marta Kocsis – LIPU Benevento
La sostenibilità ambientale del cibo
Conciliare lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente
di Fabio Santucci – Tandem21-Quinua
Un campeggio a Benevento per un turismo alternativo
FIAB Sannio Ambiente e bicicletta
Un autunno ricco di appuntamenti nell’Oasi WWF “Montagna di Sopra” di Pannarano
di Costantino Tedeschi – WWF Associazione Sannio
Contro il vandalismo, la cura del bene comune
FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Benevento
Le escursioni di Lerka Minerka come viaggio nei territori
di Roberto Pellino (ziobacco) – Lerka Minerka
L’animale va a scuola
Un’esperienza di zooantropologia didattica nella scuola dell’infanzia del 5° circolo di Benevento
di Tullio Zullo – La Cinta Onlus
Il tropico… dietro la porta
Suggestioni a sorpresa sulle colline beneventante
di Antonio Bertagnoli – CAI Club Alpino Italiano – Sezione di Benevento
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Novembre 19, 2009 di avampost
Domenica 22 novembre 2009
Progetto Scuole Aperte VII Circolo BN
Escursione Regio Tratturo – Altilia
App. ore 9,00 - Benevento

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Novembre 18, 2009 di avampost
Il Governo rischia di “annegare” e pone la fiducia.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, per l’ennesima volta, ha posto la fiducia, questa volta sul “decreto Ronchi” già approvato dal Senato. In parole povere, il “decreto Ronchi” è la base per la liberazione dei servizi pubblici locali, compresa e, soprattutto, l’acqua. Porre la fiducia su un tema così importante, secondo Ekoclub International di Benevento e del suo Presidente Luigi La Monaca, è un atto di forza dovuto certamente alla debolezza che sta dimostrando la maggioranza che governa il Paese, ma questo non giustifica il decidere con la “forza” su un tema così importante per il popolo italiano.
L’acqua, nel testo del “decreto Ronchi” pur restando di proprietà pubblica, verrebbe gestita completamente da privati tranne in casi eccezionali. Come si fa a fare gestire un bene di tutti da pochi? L’acqua, a differenza di altri beni di prima necessità, non è una produzione di industrie o una trasformazione di risorse naturali ma è, semplicemente, un bene naturale di proprietà di tutti gli uomini, è come se si volesse privatizzare l’aria che respiriamo (ci auguriamo di non aver dato un suggerimento al Governo)!
Ekcoclub International Benevento, ancora una volta, afferma che l’acqua deve essere distribuita dai Comuni e, soprattutto, in maniera gratuita! Le uniche spese giustificate, a carico degli utenti, dovrebbero essere quelle di gestione del flusso idrico e delle eventuali riparazioni e ripristino, è assurdo dare un prezzo ad un bene di proprietà della collettività, ed è ancora più assurdo che il prezzo vari a seconda del gestore e addirittura quotato in borsa!
Ancora una volta evidenziamo che le condotte idriche italiane, e soprattutto quelle che gravitano sul territorio campano, sono un vero e proprio colabrodo, oltre il 50% dell’acqua sorgiva si perde nelle condotte con un danno enorme per la collettività, e il Governo, invece di stanziare fondi per il ripristino delle condotte, affida l’acqua ai privati che, ovviamente ne faranno un affare enorme e, certamente non avranno alcun interesse a riparare le condotte, infatti, così facendo, aumenterebbe la quantità d’acqua disponibile e per una legge economica il “prezzo” diminuirebbe con un danno economico per tutti coloro che dell’acqua vogliono fare un “BUSINESS”!
Benevento 18 novembre 2009
Luigi La Monaca
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Novembre 17, 2009 di avampost
Il governo blinda il decreto Ronchi. Ronchi: “Vogliamo velocizzare”
Stabilita la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il pubblico sotto il 30%
Acqua privatizzata, via alla fiducia
L’opposizione: “Saliranno i prezzi”
La Lega in difficoltà: “Votiamo ma non ci piace”
Tema del contendere è il cosidetto ‘decreto Ronchi’ che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi ‘piu’ dilatati per quanto riguarda i rifiuti.
Durissima la reazione dell’opposizione. Angelo Bonelli dei Verdi lancia l’idea di un “referendum” per dire no all’acqua in mano ai privati. “Pochi grandi gruppi faranno affari d’oro a discapito dei cittadini che subiranno l’aumento delle tariffe dell’acqua” spiega Marina Sereni del Pd. Per Massimo Donadi dell’Idv quella attuale è una maggioranza “appecoronata felice di non lavorare per un giorno”. Mentre Michele Vietti (Udc) ricorda come il testo sia stato per troppo all’esame del Senato. Una circostanza condivisa anche da Simone Baldelli del Pdl, secondo cui “servono regole certe sui tempi certi per l’esame dei provvedimenti”. Ma anche la lega non nasconde le perplessità. “Voteremo la fiducia – dice il vicepresidente dei
deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni – ma avremmo voluto migliorare il testo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica”. Ora il Carroccio preannuncia la presentazione di un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di modifiche già in finanziaria.
Il voto di fiducia ci sarà domani alle ore 15, mentre quello finale è previsto per le ore 13 di giovedì, dopo le dichiarazioni di voto in diretta tv.
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Novembre 12, 2009 di avampost
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Novembre 6, 2009 di avampost
Guerra dell’acqua in Parlamento – “Deve restare un bene comune“
di Paolo Rumiz – 5 novembre 2009 – la Repubblica
Con le reti idriche allo sfascio, l’Italia accelera la privatizzazione dell’acqua. Il Parlamento sta discutendo la legge che obbliga a mettere in gara i servizi e ridurre a quote minoritarie la mano pubblica nella gestione, ma nessuno sa dove trovare le risorse per ricuperare questo pazzesco “gap” infrastrutturale.
I lavori necessari ammontano a 62 miliardi di euro: una cifra enorme, come dieci ponti sullo Stretto. Questo mentre 8 milioni di cittadini non hanno accesso all’acqua potabile, 18 milioni bevono acqua non depurata e le perdite del sistema sono salite al 37%, con punte apocalittiche al Sud. Sono più di vent’anni che si investe al lumicino, non si costruiscono acquedotti e la manutenzione di quelli esistenti è quasi scomparsa dai bilanci. Un quadro da Terzo Mondo. Il rischio è di lasciare in eredità ai nostri figli un patrimonio di acqua inquinata da industrie, residui fognari, chimica, arsenico o metalli pesanti.
Di fronte a questo allarme concreto sembra sollevarsi nient’altro che il solito polverone. Uno scontro di “teologie”: con una maggioranza che crede nell’efficacia salvifica della gara d’appalto e della quotazione in Borsa, e una minoranza che invoca il principio assoluto dell’acqua “bene comune”. In mezzo a tutto questo, schiacciata fra le scorrerie dei partiti e gli appetiti finanziari dei privati, una miriade di Comuni virtuosi che finora hanno gestito i servizi a basso costo e in modo eccellente, e non intendono alienare “l’acqua del sindaco”, intesa come ultima trincea del governo pubblico del territorio.
Nell’agosto 2007 Tremonti aveva già sparato un decreto per la privatizzazione, ma si era rivelato cos carente che non era stato possibile emanare i regolamenti. Oggi si tenta il bis, con una spinta in più verso i privati. Stavolta è d’accordo anche la Lega: la quota della mano pubblica dovrà scendere al 30%. Insomma, che i Comuni in bolletta vendano tutto quello che possono. Facciano cassa, subito. E non fa niente se qualcuno grida al furto e il Contratto mondiale per l’acqua – ultima trincea del pubblico servizio – minaccia fuoco e fiamme.
“In nessun’altra parte d’Europa – attacca il presidente Emilio Molinari – si vieta alla mano pubblica di conservare la maggioranza azionaria. Il rischio è che tutto finisca in mano delle grandi Spa e alle multinazionali. E se il servizio non funziona, invece che al tuo sindaco dovrai rivolgerti a un call center”.
Contro il provvedimento s’è scatenata una guerra di resistenza. In Puglia il presidente della regione Niki Vendola s’è messo in collisione con gli alleati del Pd, ed ha non ha solo annunciato di voler far ricorso contro la privatizzazione, ma ha deciso di ripubblicizzare l’acquedotto pugliese, il più grande e malfamato d’Europa (si dice che abbia dato più da… mangiare che da bere ai pugliesi). Al grido di “l’acqua è una cosa pubblica” ora si tenta la storica marcia indietro, anche se non si ha la più pallida idea di chi (la Regione?) pagherà i debiti del carrozzone. Continua a leggere
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Ottobre 31, 2009 di avampost
Martedì, 3 novembre 2009, alle ore 19.45
RIUNIONE DEL COORDINAMENTO REGIONALE RIFIUTI
La riunione si svolgerà nella sede della Rete Arcobaleno Benevento presso la Libreria Masone sita in Benevento, viale dei Rettori, 73F – 0824.317109.
Lista del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
http://www.rifiuticampania.org
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Ottobre 30, 2009 di avampost
ACERRA, DI NUOVO FERMO IL TERMOVALORIZZATORE
di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
Due giorni fa, il presidente del Consiglio Berlusconi, con un proprio decreto ha disposto il blocco del Termovalorizzatore di Acerra per tutto il mese di Novembre. La linea 3 dell’impianto non riesce a funzionare come si deve, mentre le altre due linee non garantiscono emissioni a norma. L’imponente impianto che avrebbe dovuto bruciare un terzo dei rifiuti prodotti nella Regione, non funziona, ovvero, non ha mai funzionato!
Eppure il 26 Marzo scorso era andata in scena la grande manifestazione della efficienza del Nord, con la quale era stato possibile far partire un sistema di smaltimento che i meridionali di sinistra non erano stati capaci di attivare. Alla presenza del sindaco di Milano, Letizia Moratti, il premier aveva premuto il bottone che avrebbe fatto partire il termovalorizzatore di Acerra.
In quella occasione, tutti affermarono che quell’impianto avrebbe rappresentato la soluzione di tutti problemi dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Non era un caso che l’imprenditoria del nord, correva ancora una volta in aiuto delle popolazioni del Sud, incapaci di gestirsi da sole. L’Impregilo e la società A2A di Brescia erano gli eroi di un processo che avrebbe rappresentato una innovazione importante nello sviluppo della Regione, ed un esempio per il paese.
Purtroppo, quella rappresentazione è rimasta una fiction televisiva, perché la società di Brescia ha verificato che l’impianto non funziona, che ci sono errori gravi commessi nella progettazione e nella realizzazione del complesso sistema di incenerimento dei rifiuti. Tutte le denuncie fatte dai cittadini si sono verificate giuste: l’impianto era vecchio e superato, non era in grado di rispettare le nuove norme sulle emissioni di gas prodotti dalla combustione. I cittadini dei comitati di lotta hanno sempre denunciato che il rischio di produrre diossina era elevato, anche perché la spazzatura trattata nei CDR era indifferenziata e non utile per il processo di termovalorizzazione. Continua a leggere
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Ottobre 21, 2009 di avampost
Alessandra Farkas – 21.10.09(http://route66.corriere.it/2009/10/la_bistecca_che_distrugge_il_p.html)
NEW YORK – L’impatto ambientale del consumo di carne è molto più devastante di quanto non si sia pensato fino ad ora. Lo affermano gli scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang, co-autori di Livestock and Climate Change, uno studio pubblicato sull’ultimo numero dell’autorevole World Watch magazine dove affermano che oltre metà dei gas serra (o GHG) prodotti oggi dall’uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame. Già nel suo dossier del 2006, Livestock’s long shadow (La lunga ombra del bestiame), la Fao aveva attestato come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane: una percentuale simile a quella dell’industria e molto maggiore di quella dell’intero settore di trasporti (che ammonta a un 13,5%). Ma secondo le più recenti rilevazioni effettuate da Goodland e Anhang, il bestiame e i suoi sottoprodotti immettono nell’atmosfera oltre 32.6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio all’anno, ovvero il 51 % delle emissioni di GHG prodotte annualmente nell’intero pianeta. La carne presente nella nostra dieta è responsabile, insomma, dell’immissione in atmosfera di una quantità di gas serra – anidride carbonica (CO2), metano, ossido di azoto e simili – ben maggiore di quella immessa dai mezzi di trasporto o dalle industrie. Il motivo? Per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantità di CO2 pari a quella generata dal guidare un’auto per 300 metri. Per la stessa quantità di asparagi, è come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri. La conclusione dei due ricercatori è drastica quanto inevitabile: “Per invertire il devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali. “Questo approccio avrebbe effetti molto più rapidi sulle emissioni di GHG e sull’effetto serra di qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con energia rinnovabile”, affermano i due esperti. Non si tratta, insomma, dell’ennesima moda alimentare o imperativo etico-religioso ma di una condicio sine qua non per assicurarsi che il nostro meraviglioso pianeta esista ancora per i figli dei nostri figli. Prima che sia troppo tardi.
(inoltrato, il 21.10.09, da Nicola Sguera sulla lista di discussione “beneventoecosolidale@yahoogroups.com“)
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Settembre 20, 2009 di avampost
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Settembre 1, 2009 di avampost
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Agosto 9, 2009 di avampost
Comunicato stampa (trasmesso ai media beneventani, il 7 agosto 2009)
Emergenza rifiuti risolta solo in TV
Durante l’Art’Ap dell’8 agosto, alle ore 12, presso la Libreria Masone, sarà distribuito, a cura della Rete Arcobaleno, il vademecum ”Rifiuti: cosa posso fare io per ridurre, riusare, compostare e differenziare gli scarti dei miei consumi” e sarà diffusa la seguente nota sull’emergenza rifiuti.
L’emergenza rifiuti campana è stata risolta, solo, secondo le televisioni e i giornali nazionali.
Chi vive in Campania dovrebbe sapere che l’intreccio, tra amministratori locali e grandi aziende, responsabile di 14 anni di malversazioni nella gestione dei rifiuti, invece di essere azzerato dal governo centrale, è stato agevolato nel superare lo stallo che la società civile, bloccando le discariche fuori norma, gli aveva procurato.
Infatti, il governo centrale, invece di utilizzare l’esercito per presidiare un territorio minato da discariche abusive, tutt’ora, utilizzate per sversare rifiuti tossici, ha inviato l’esercito contro quelle popolazioni innocenti che, in assenza dello stato, difendevano la salubrità pubblica contrastando discariche non a norma e numerosi progetti di incenerimento.
Con un’operazione puramente mediatica e senza rimuovere le cause dell’emergenza, il governo ha spostato i rifiuti dalle strade di Napoli alle province incolpevoli dell’interno e della martoriata provincia di Caserta.
L’inceneritore di Acerra, inaugurato in pompa magna e presentato come un gioiello tecnologico che avrebbe permesso finalmente l’avvio di un moderno ciclo dei rifiuti in Campania, a causa di carenze tecniche, funziona a singhiozzo e danneggia la salubrità dell’aria, superando abitualmente il limite consentito di emissione di pm10.
Eppure, la versione mediatica, secondo cui l’emergenza rifiuti sarebbe stata proficuamente risolta, la subiscono, a loro volta, quei media locali che dovrebbero tutelare gli interessi del territorio e che, invece, si adeguano a una classe politica locale succube di visioni e decisioni imposte altrove.
Se la classe giornalistica e intellettuale locale non è capace di cogliere la differenza tra il mondo reale e quello virtuale che ci impongono i media nazionali, significa che anche essa è rimasta vittima dell’ipnosi mediatica: tutti, di destra e di sinistra, senza identità e senza autonomia di pensiero, restano inchinati ai piedi del re del mondo virtuale.
Rete Arcobaleno Benevento – Rete di economia ecosolidale
Alessio Masone
Benevento, 7 agosto 2009
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Agosto 1, 2009 di avampost
Il “Movimento per le identità urbane e rurali beneventante” si propone di tutelare i nostri luoghi dal rischio:
- di essere inglobati nell’area metropolitana campana, a causa di maggiori collegamenti con Napoli;
- di rinunciare all’economia rurale, ambientale e turistica del territorio, a causa di una piattaforma logistica che favorirebbe solo poche grandi aziende estranee al territorio.
Il Movimento propone la realizzazione di un Ente Fiera che, alternativo alla piattaforma logistica, attraendo visitatori, agevolerebbe la vocazione turistica e agroalimentare del Sannio, avvantaggiando un’economia diffusa a favore della generalità delle piccole imprese locali: sulle complessive 32 000 aziende registrate presso la Camera di Commercio di Benevento, 14 500 sono agricole.
Quando, ormai, l’economia di scala e l’estrema mobilità di merci, tipiche della produzione industriale centralizzata e della grande distribuzione, sono in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell’economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l’unico comparto in espansione nel XXI secolo. Nel 2008, il comparto agroalimentare è risultato l’unico, in Italia, in crescita. Negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia e i container, ormai, sostano inutilizzati nei porti internazionali.
La popolazione mondiale, già oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. Non a caso, i governi cinese, sudcoreano e statunitense hanno già proceduto ad acquisire, in Africa, vasti territori agricoli per tutelare la propria sovranità alimentare. Considerando che, nei paesi in via di sviluppo, è in continua crescita il consumo pro capite di alimenti, il comparto agroalimentare, nel futuro, sarà più strategico del comparto industriale.
Mentre è in corso questa inversione di tendenza, in pochi anni, dopo un eccesso di isolamento, nel caso si realizzino maggiori collegamenti con l’area metropolitana (la bretella autostradale CE-BN e la linea metropolitana NA-BN) e una piattaforma logistica da 420 ettari (grande quanto la metà di Benevento), il Sannio si ritroverebbe ad essere un sobborgo di Napoli e stravolgerebbe la propria identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e benessere che poche altre realtà vantano.
I nostri amministratori, con scarsa lungimiranza, infatti, vogliono realizzare nel territorio beneventano, finanche con orgoglio, quel modello di sviluppo che, ormai in declino, si è dimostrato fallimentare nell’area metropolitana napoletana, in termini occupazionali, di vivibilità, di costo della vita, di salubrità pubblica e di legalità.
Per tutte queste ragioni, il Movimento, promosso dalla Rete Arcobaleno, suggerisce alla classe dirigente di non inseguire una strategia votata al massimo della cementificazione e dell’infrastrutturazione che, per la comunità beneventana, comporterebbe un aumento di polveri sottili e del costo della vita e la perdita della vocazione ambientale e rurale, a danno di quell’indotto turistico e agroalimentare, già cospicuo e in trend di espansione.
Benevento, 31 luglio 2009
Rete Arcobaleno Benevento – Rete di economia ecosolidale
Alessio Masone
http://beneventoecosolidale.wordpress.com/movimenti/movimento-per-le-identita-urbane-e-rurali-beneventane/
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Luglio 31, 2009 di avampost

“Movimento per le identità urbane e rurali beneventane”
Il movimento si propone di tutelare i nostri luoghi dal rischio:
- di essere inglobati nell’area metropolitana campana, a causa di maggiori collegamenti con Napoli;
- di rinunciare all’economia rurale, ambientale e turistica del territorio, a causa di una Piattaforma logistica.
La crescita demografica delle aree metropolitane ha toccato il suo culmine e, negli ultimi quindici anni, si assiste ad una inversione di tendenza che vede la crescita dei piccoli centri, a scapito delle grandi città.
L’isolamento, che nel XX secolo aveva costituito un limite allo sviluppo, ora nel XXI secolo, col senno di poi, sta risultando essere un vantaggio competitivo, in termini di risorse identitarie ed economiche.
Il Movimento si prefigge, quindi, la difesa delle identità dei luoghi, dell’ambiente, delle risorse e di quell’economia locale che, basata sull’agroalimentare e sulla filiera corta, costituisce il modello di sviluppo in espansione in questo secolo: negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia e i container, ormai, sostano inutilizzati nei porti internazionali.
Il mondo vedrà emergere, come protagonisti del XXI secolo, la provincia e i piccoli centri: casseforti di biodiversità e di vivibilità che, con il loro modello culturale, hanno conservato, a dispetto delle omologanti aree metropolitane, un’identità e un’economia reale.
La provincia, finora periferia dell’impero ma luogo privilegiato della filiera corta, in termini economici e sociali, sarà, nei prossimi decenni, un modello da estendere alle aree metropolitane.
Mentre è in corso questa inversione di tendenza, in pochi anni, dopo un eccesso di isolamento, nel caso si realizzino maggiori collegamenti con l’area metropolitana (la bretella autostradale CE-BN e la linea metropolitana NA-BN) e una piattaforma logistica da 420 ettari (grande quanto la metà di Benevento), il Sannio si ritroverebbe ad essere un sobborgo di Napoli e stravolgerebbe la propria identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e benessere che poche altre realtà vantano.
La popolazione mondiale, già oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. Non a caso, i governi cinese, sudcoreano e statunitense hanno già provveduto ad acquistare, in Africa, vasti territori agricoli per tutelare la propria sovranità alimentare. Considerando che, nei paesi in via di sviluppo, è in continua crescita il consumo pro capite di alimenti, il comparto agroalimentare, nel futuro, sarà più strategico del comparto industriale.
Quando, ormai, l’economia di scala e l’estrema mobilità di merci, tipiche della produzione industriale centralizzata e della grande distribuzione, sono in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell’economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l’unico comparto in espansione nel XXI secolo. Continua a leggere
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Luglio 22, 2009 di acrilici
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