Note ecosolidali per Nicola Cocchiarella, partigiano del territorio
Nicola Cocchiarella è stato il portavoce del “Comitato No inceneritore a Fragneto l’Abate”. Lo conobbi quando, a questo titolo, relazionò in un dibattito che si promosse, nel cortile della mia libreria, nell’estate 2007, per contrastare l’insediamento degli inceneritori a biomasse nel Sannio.
Da allora, rimase in contatto con la comunità della Rete Arcobaleno, anche come componente del gruppo di discussione Benevento EcoSolidale.
Nell’ottobre 2008, fondò, con alcuni di noi, “Sannio in Movimento per le identità e l’autonomia del territorio”, un movimento che vuole reagire a quell’egemonia napoletana che utilizza i territori delle province interne per scaricare le conseguenze del proprio fallimentare sviluppo, come quando realizza, nel Sannio, megadiscariche al servizio di una fraudolenta gestione dei rifiuti campani.
Con la stessa indole, nel novembre 2009, è stato tra i primi sottoscrittori della “Petizione contro la realizzazione della centrale termoelettrica di Ponte Valentino”, altro megaimpianto deciso, dalla Regione Campania, a scapito del territorio sannita.
Grazie a Nicola, saremo più determinati a continuare, a ogni scoraggiamento che incontreremo nella difesa del territorio.
E’ scomparso il 28 gennaio 2010, ma Nicola vive a Fragneto l’Abate: chi non esiste solo per sé, il legame con il territorio lo rende immortale.
(alessio masone – rete arcobaleno)
Nella foto grande (scattata da Orlando Vella), Nicola Cocchiarella a Barcellona, nel novembre 2009. Nelle foto piccole, scorci di Fragneto l’Abate.



La Comunità Ambientalista Sannita ha perso un grande attivista che si è schierato da sempre a difesa dell’ambiente naturale, lo ricorderemo per sempre in prima linea contro la costruzione di un impianto a biomasse nel territorio di Reino e della Valle del Tammaro…
Ciao Nicola.
Ricordo di una persona straordinaria: sensibile, lavoratore e molto attento alle attività sociali. Ciao Nicola
“E’ scomparso il 28 gennaio 2010, ma Nicola vive a Fragneto l’Abate: chi non esiste solo per sé, il legame con il territorio lo rende immortale”.
Alessio, è il pensiero che da tre giorni rimbomba anche nella mia testa a proposito di Nicola e, riflettendo coi miei familiari che non lo conoscevano di persona, facevo notare loro proprio questo: Nicola non è esistito solo per sè, ha lasciato una traccia dolce e lieve, con il suo agire, sul nostro territorio, non potrà più essere dimenticato.
Per cui prendo in prestito la tua frase e la voglio ribadire insieme a te, per darne forza: “…chi non esiste solo per sé, il legame con il territorio lo rende immortale”
Ciao Nicola, compagno di viaggio
Addio, Nicola! “La terra ti sia lieve!”, soleva auspicare Gianni Brera quando moriva un amico.
E che “la terra ti sia lieve”, dico io, così come tu sei stato lieve verso la terra, lieve ma sempre attento e premuroso nel difenderla, la tua terra, con instancabile impegno, consapevole determinazione e ammirevole coraggio.
Sarai sempre nella preghiera e nel cuore di chi ti ha conosciuto.
una persona buona e generosa dal primo momento che l’ho conosciuta, con gli amici e con la vita..ti voglio bene nick..
Abbiamo conosciuto Nicola Cocchiarella, nel luglio 2007, quando, per circa
un anno, siamo stati in contatto per la comune lotta a due impianti di
incenerimento previsti sui nostri rispettivi territori. Insieme, abbiamo
lavorato alla relazione da presentare in Regione. Poi, anche per merito del
suo lavoro, l’impianto di Reino è stato sospeso.
In seguito, con Nicola ci siamo incontrati, sporadicamente, solo grazie agli
incontri della Rete Arcobaleno.
Abbiamo anche avuto qualche diverbio su come portare avanti la battaglia comune.
Era una persona semplice e spontanea, gentile.
Sinceramente, non credo che sia giusto morire a trentacinque anni.
Sinceramente, non riesco ad immaginare il dolore della madre e delle altre persone che non lo vedranno mai più.
E’ sicuramente più giusto ricordarlo vivo e pieno di entusiasmo.
Ciao Nicola.
Maria Pia Cutillo e Marilina Mucci
Comitati civici di San Salvatore Telesino e di Guardia Sanframondi
Non si può morire all’improvviso, a trentacinque anni, mentre si sta
progettando il proprio futuro e si stanno mettendo in campo tante battaglie per
un futuro collettivo migliore.Se il territorio di Fragneto l’Abate è stato
risparmiato dalla ingombrante e nociva presenza dell’inceneritore, moltissimo
lo si deve a Nicola,alla sua caparbietà , alla sua forza,alla sua concretezza.
Lo posso dire con cognizione di causa,dal momento che tutto il materiale
necessario perchè la Soprintendenza potesse procedere in tempi brevissimi ai
vincoli del territorio interessato all’inceneritore è stato da lui fornito.
Niente vincoli, niente blocchi.Nicola ,come me, era in contatto con le
associazioni ambientaliste sannite ed era iscritto ad Italia Nostra. Stavamo
progettando,come gruppo di Italia Nostra di Benevento, nuove azioni di difesa
del territorio(ci si voleva impegnare su Ponte Valentino) ma anche di
valorizzazione delle emergenze in sinergia con l’istituto Italiano dei
Castelli.Un nostro argomento di conversazione tra i tanti : come fare in modo
che il Borgo Querce di Fragneto l’Abate potesse essere conservato e
valorizzato, o in generale come fare comprendere che uno sviluppo sostenibile
del territorio fosse una ricchezza e non un danno per i cittadini. Io Nicola
non lo conoscevo da tanto(solo dai tempi dell’inceneritore di Fragneto),ma mi
sembra di conoscerlo da sempre, forse per la consonanza di ideali e di
obiettivi. Ora mi sento più sola,meno forte, siamo tutti più soli e più poveri.
Il Sannio ha un baluardo in meno.Per questo, ed anche per rendere onore a
Nicola, dobbiamo impegnarci tutti di più, superando inutili personalismi e
divisioni ideologiche, ma per vincere.
Vega de Martini, funzionario Ministero Beni e Attività Culturali, Storico dell’arte, membro Italia Nostra di Benevento e Caserta.
Nicola l’ho conosciuto nel 2008 negli uffici del Settore Agricoltura della Provincia avendo egli deciso di svolgere da noi il tirocinio per il XV Master in International and local Development. Ero stato incaricato proprio dalla Provincia quale suo Tutor in quel percorso formativo. Naturalmente più che un tutor di Nicola ero un collega,essendo entrambi agronomi. Con Nicola dunque si ragionava alla pari (come è giusto in questo tipo di situazioni) sul percorso possibile da intraprendere in ambito locale al fine di porre in essere nel modo migliore dei Farmers Market. Proprio in quel periodo la Provincia stava lavorando con un’ organizzazione di produttori locali per far decolarre questo tipo di iniziative, che ebbe poi nel natale 2008 un timido quanto importante debutto.
Nicola ha svolto il suo lavoro con serietà, senza risparmio, arrivando a produrre una tesi finale di indubbia qualità. Non sempre la pensavamo allo stesso modo e dunque dal confronto ne derivava, io credo, un arricchimento per entrambi. Di tanto in tanto tornava a trovarci, per il piacere di continuare quel confronto iniziato e mai interrotto.
Nicola ci piace ricordarlo per questa voglia che aveva di confrontarsi continuamente. Ci piace ricordare quella sua piccola vena polemica con la quale condiva i suoi interventi. Quella stessa vena che contraddistingue gli uomini che coltivano una passione dagli ignavi.
peppe porcaro, funzionario Servizio Agricoltura Provincia di BN
Mercoledì 27 gennaio Nicola ed io pranzavamo insieme a Roma. Avveva appena ricevuto un’offerta di lavoro e si discuteva del suo e del mio futuro, il giorno seguente la sua fine ha creato un vuoto incolmabile.
Nel 2007/2008 abbiamo frequentato lo stesso master, eravamo vicini di banco! di lui oggi rimane il dolce ricordo.
Mi sento solo di dire che le parole spese sono sempre nsufficienti e non colgono la dimensione della generosità, della bontà e dell’onestà di una persona come Nicola. Il suo forte attaccamento alla famiglia, alla comunità e agli amici era l’essenza della sua vita ed averlo incontrato è stata una grande fortuna di cui oggi mi rendo maggiormente conto.
Rimarrai sempre nel mio cuore ed in quello di tutto il XV MILD.
Addio Nicola
Nicola conserverò nel cuore il tuo ultimo messaggio, quello di natale, uomo umile e generoso…rispettoso e gentile…addio!
Arrivederci Nicola!
Quando domenica scorsa, di ritorno dall’aeroporto di Napoli dove era giunta dall’Ungheria la mia dolce Marta, ci siamo fermati lungo la strada tra Summonte e S. Angelo a Scala per fotografare i Monti del Partenio, ho sentito da Marta queste parole: “Tu conoscevi Nicola Cocchiarella? che è morto…”, non ho pensato subito al Nicola che io conoscevo, in verità avevo pensato ad un’altra persona suo omonimo e compaesano, visto che i suoi 35 anni non facevano presagire cose
così gravi. Poi Marta mi dice “… era scritto sulla lista!”, allora ho capito e lo sgomento mi ha preso per aver perduto l’affettuoso (almeno con me lo era) e lo stimolante compagno di alcune battaglie ambientaliste.
Solo ora, dopo alcuni giorni da quando ho saputo la notizia, trovo la forza di scrivere e di ricordare Nicola che conobbi nel 2006 durante un’escursione organizzata della LIPU a Fragneto L’Abate, lungo il torrente Tammarecchia (devo avere le foto da qualche parte, le cercherò nei prossimi giorni). Subito si dimostrò persona competente come agronomo e soprattutto con un forte spirito critico, cosa non usuale nelle nostre zone e anche altrove. A queste qualità Nicola univa conoscenza e interesse per il territorio che gli aveva dato i
natali, quel Sannio che insieme, in seguito, provammo a difendere da operazioni speculatorie operate da grandi società, supportate da esponenti politici locali.
Prima lo trovai coinvolto nella rinascita nel Sannio Beneventano di “Italia Nostra”, anche se allora non in prima persona. Quindi non passò molto tempo che Nicola incominciò a darsi da fare contro la Centrale a biomasse che si voleva costruire nel territorio comunale di Reino, a poche centinaia di metri dal fiume Tammaro, in piena valle fluviale. Ricordo che ci trovammo a parlare pubblicamente contro quella installazione ad un convegno organizzato a Reino, dove conobbi anche un’altra grande personalità del nostro Sannio, il prof. Gino Iannace, il quale pure tuonò contro la Centrale.
In seguito ho visto Nicola impegnarsi ancora sul fronte dell’eolico selvaggio che sta stravolgendo il paesaggio e la natura della nostra terra. Ricordo benissimo il convegno organizzato a Fragneto Monforte contro lo sfruttamento del nostro territorio da parte degli affaristi dell’eolico (anche lì era presente il prof. Iannace), al quale insistette che io assistissi e dove lui era il moderatore (si fa per dire “moderatore” viste le idee di Nicola su questo argomento). Allora fui molto lusingato di quell’invito proprio perché veniva da una persona che stimavo, e che stimo ancora perché da cristiano credo
che l’anima non muore mai.
In quello stesso periodo siamo stati protagonisti assieme della breve, ma per me non finita definitivamente, stagione di “Sannio in Movimento – per l’identità e l’autonomia del territorio”. Anche se poi ci trovanno di fronte ad una differenza di vedute, io ero e sono per l’unificazione del Sannio Beneventano con il Sannio Molisano e quello Alifano, mentre lui aveva abbandonato questa idea di Pansannitismo e abbracciato la nuova idea indipendentista da Napoli attraverso una nuova Regione formata dalle province di Benevento, Avellino e Salerno. Come sempre fanno le persone che hanno personalità, egli mi motivò questo suo indirizzo quando glielo chiesi esplicitamente: troppi tentativi falliti vi erano stati per lui – per me non sono mai stati veri tentativi quelli fatti fino ad ora – sul versante di una riunificazione del Sannio, che pur di staccarci da Napoli bisognava tentare un’
altra strada e quella con Salerno e Avellino poteva essere buona per dare maggiore autonomia al nostro territorio senza sottostare alle pressioni dell’area metropolitana costiera.
Poi un po’ di mesi fa mi chiamò per incontrarci e per capire se si poteva fare assieme qualche progetto per il Piano di Sviluppo Rurale nella sua zona. In quella circostanza ci lamentammo ambedue della difficoltà di conciliare la vita lavorativa con quella ideale, non dal punto di vista delle azioni da compiersi
(quella chiacchierata che ci stavamo facendo su progetti ecocompatibili e di valorizzazione del territorio ne era la dimostrazione), ma dal punto di vista del tempo e dell’impegno che ci vuole nel portare avanti battaglie civili di una certa importanza.
Quella fu l’ultima volta che lo vidi, ora scrivo soffrendo per la sua perdita.
Arrivederci, Nicola!
Marcello Stefanucci
La mia Amicizia con Nicola durava da 15 anni, dai tempi in cui seguivamo insieme i corsi universitari alla facoltà di medicina e chirurgia…anche da studente di medicina era una persona brillante ed in gamba…ricordo con affetto le volte in cui studiavamo insieme anatomia a casa sua, le feste con gli amici, le lunghe passeggiate…pur prendendo strade diverse, la nostra Amicizia si è mantenuta ed accresciuta nel corso degli anni proprio perchè era una persona sincera, schietta, leale…aveva una sensibilità ed, allo stesso tempo, un entusiasmo ed una forza d’animo non comuni, legatissimo alla famiglia, agli amici, alla sua terra…rileggevo ieri una sua cartolina in cui mi scriveva:”un’amica come te non si dimentica mai” e io pensavo, piuttosto, che un Amico come lui, unico e insostituibile, non si dimenticherà mai…la sua prematura dipartita lascia un vuoto che solo l’Amore che lui ha donato a tutti noi nella sua vita potrà un giorno colmare.
Addio carissimo Nicola.
E’ andato via con un dolce silenzio, quel silenzio che spesso lo caratterizzava, il ricordo di Nicola sarà indelebile nella mente e nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di conoscerlo, come indelebile sarà il vuoto incolmabile che ha lasciato in noi….una persona, direi, più unica che rara…cresciuti insieme, legati da vincoli di sangue era il fratello che non ho mai avuto…un legame che neppure la morte saprà spazzare via…sarai il mio Angelo Custode…Addio Nicola…..ti ho voluto bene e te ne vorrò sempre…..
La tua cuginetta (così come mi chiamavi tu)
Un amico Nicola per me, conosciuto all’università, una persona bella, vera, per bene.
Paolo