Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Bmagazine’ Category

(altro…)

Read Full Post »

A Sant’Arcangelo Trimonte incontro provinciale su “La democrazia dell’acqua e gli altri referendum”, 31 maggio 2011
Programma (formato testo) (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

 

 

BENEVENTO ECOSOLIDALE MAGAZINE

Il personaggio delle associazioni
Carmela Longo, tra i paesaggi di dentro e i paesaggi di fuori 

Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio
di Alessio Masone – Rete Arcobaleno

La bottega delle relazioni ecologiche
Stare bene con sé, con gli altri e con la Terra
Città di Eufemia

Tre progetti per vivere meglio
Al centro “E’ più bello insieme”, un appartamento, un laboratorio e un team sportivo
di Angelo Moretti – E’ più bello insieme – Centro per disabili

Il Calore prima e dopo
I fiumi a Benevento: problemi e soluzioni
di Marta Kocsis – LIPU Benevento

La sostenibilità ambientale del cibo
Conciliare lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente
di Fabio Santucci – Tandem21-Quinua

Un campeggio a Benevento per un turismo alternativo
FIAB Sannio Ambiente e bicicletta

Un autunno ricco di appuntamenti nell’Oasi WWF “Montagna di Sopra” di Pannarano
di Costantino Tedeschi – WWF Associazione Sannio

Contro il vandalismo, la cura del bene comune
FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Benevento

Le escursioni di Lerka Minerka come viaggio nei territori
di Roberto Pellino (ziobacco) – Lerka Minerka
 

 

L’animale va a scuola
Un’esperienza di zooantropologia didattica nella scuola dell’infanzia del 5° circolo di Benevento
di Tullio Zullo – La Cinta Onlus

Il tropico… dietro la porta
Suggestioni a sorpresa sulle colline beneventante
di Antonio Bertagnoli – CAI Club Alpino Italiano – Sezione di Benevento

(altro…)

Read Full Post »

Art'Ap-010809

“Movimento per le identità urbane e rurali beneventane”

 Il movimento si propone di tutelare i nostri luoghi dal rischio:

– di essere inglobati nell’area metropolitana campana, a causa di maggiori collegamenti con Napoli;

– di rinunciare all’economia rurale, ambientale e turistica del territorio, a causa di una Piattaforma logistica.

 La crescita demografica delle aree metropolitane ha toccato il suo culmine e, negli ultimi quindici anni, si assiste ad una inversione di tendenza che vede la crescita dei piccoli centri, a scapito delle grandi città.

L’isolamento, che nel XX secolo aveva costituito un limite allo sviluppo, ora nel XXI secolo, col senno di poi, sta risultando essere un vantaggio competitivo, in termini di risorse identitarie ed economiche.

Il Movimento si prefigge, quindi, la difesa delle identità dei luoghi, dell’ambiente, delle risorse e di quell’economia locale che, basata sull’agroalimentare e sulla filiera corta, costituisce il modello di sviluppo in espansione in questo secolo: negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia e i container, ormai, sostano inutilizzati nei porti internazionali.

Il mondo vedrà emergere, come protagonisti del XXI secolo, la provincia e i piccoli centri: casseforti di biodiversità e di vivibilità che, con il loro modello culturale, hanno conservato, a dispetto delle omologanti aree metropolitane, un’identità e un’economia reale.

La provincia, finora periferia dell’impero ma luogo privilegiato della filiera corta, in termini economici e sociali, sarà, nei prossimi decenni, un modello da estendere alle aree metropolitane.

Mentre è in corso questa inversione di tendenza, in pochi anni, dopo un eccesso di isolamento, nel caso si realizzino maggiori collegamenti con l’area metropolitana (la bretella autostradale CE-BN e la linea metropolitana NA-BN) e una piattaforma logistica da 420 ettari (grande quanto la metà di Benevento), il Sannio si ritroverebbe ad essere un sobborgo di Napoli e stravolgerebbe la propria identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e benessere che poche altre realtà vantano.

La popolazione mondiale, già oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. Non a caso, i governi cinese, sudcoreano e statunitense hanno già provveduto ad acquistare, in Africa, vasti territori agricoli per tutelare la propria sovranità alimentare. Considerando che, nei paesi in via di sviluppo, è in continua crescita il consumo pro capite di alimenti, il comparto agroalimentare, nel futuro, sarà più strategico del comparto industriale.

Quando, ormai, l’economia di scala e l’estrema mobilità di merci, tipiche della produzione industriale centralizzata e della grande distribuzione, sono in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell’economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l’unico comparto in espansione nel XXI secolo. (altro…)

Read Full Post »

Art'Ap-250709-web

Read Full Post »

Art'Ap 180709.indd

Read Full Post »

Crollo del centralismo ideologico:
identità locale e informazione orizzontale come modello culturale per il XXI secolo

di Alessio Masone e Tullia Bartolini

Negli anni sessanta e settanta, il mondo delle università costituiva l’epicentro dei fermenti culturali e innovativi della nostra società. Al contrario, in questo inizio di secolo, di fronte alle emergenze recessive, occupazionali, ambientali e democratiche, le sedi universitarie non sono luoghi di confronto capaci di imprimere alla società una svolta risolutiva.

Questo stesso limite è da attribuire anche ad altre figure, quali l’intellettuale, il politico e il giornalista: tutte accomunate dal non possedere gli strumenti per analizzare ed affrontare il cambiamento sociale in corso. 

Tra le tante ragioni di questa incapacità, c’è sicuramente il vuoto delle ideologie che si è formalizzato con il crollo del Muro di Berlino. Ma, a ben vedere, le figure in crisi sono accumunate anche da un’identica strategia operativa: il centralismo e il verticismo, tipici della concentrazione della produzione di beni. Essi hanno strutturato, fino ad oggi, anche la modalità di circolazione dei valori e delle esperienze nel mondo della cultura e della politica.

Probabilmente, unitamente all’incapacità reattiva delle grandi imprese di fronte al declino di quel modello di sviluppo che proliferava centralizzando la produzione e le popolazioni in grandi agglomerati urbani, anche tutti i luoghi deputati all’analisi di una società in cambiamento (come le università, i giornali, il parlamento, i partiti, tutti strutturati verticisticamente) non sono più in grado di dare risposte. (altro…)

Read Full Post »

Art'Ap 270609.indd

Read Full Post »

Camillo Campolongo, l’amore per la natura nonostante le cavallette

Non sono un naturalista professionista, nel senso che ho studiato Fisica, ma la passione per le scienze naturali l’avevo fin da ragazzo, anzi da bambino. Tuttavia, ricordo che sfogliando libri ed enciclopedie a quell’età avevo un tale ribrezzo per gli insetti da non riuscire a toccare (a leggere sì) le pagine con loro illustrazioni. Figuriamoci quando ero in compagnia di altri bambini che catturavano audacemente innocue cavallette, afferrandole per i lunghi femori…

Coltivare la passione per la natura non è stato facile, in particolare a Benevento, perché bisognava fare quasi tutto da autodidatta negli anni ’70 ed ’80: senza Internet, pochi testi (che non era facile trovare in libreria), qualche trasmissione televisiva di Piero Angela, Folco Quilici o Jacques Costeau. Superai questo isolamento forzato grazie ad alcuni fatti significativi: l’iscrizione al WWF (1977), che mi consentiva di ricevere periodicamente il giornalino che riportava le emergenze naturali ed ambientali internazionali e le battaglie dell’Associazione; la fondazione delle riviste Airone ed Oasis (primi anni ’80), che, ispirandosi al National Geographic, portarono alla ribalta una quantità di notizie ed informazioni su natura ed ambiente inimmaginabile fino a pochi anni prima; un corso di birdwatching seguito a Napoli durante gli studi universitari, che mi fece conoscere un bel gruppo di ornitologi campani con i quali abbiamo condotto varie campagne di ricerche e studi a carattere scientifico.

Ogni tanto qualcuno mi chiede quale ruolo io abbia nel WWF e quanto guadagni, rimanendo un po’ sorpreso dalla mia risposta che si tratta di un impegno assolutamente volontario e, quindi, senza nessuna retribuzione, mentre mi guadagno da vivere facendo l’informatico. Certo, qualche privilegio di tanto in tanto mi è concesso: visitare una Riserva Naturale Statale senza accompagnatori, partecipare ad un convegno sedendosi al fianco di un Ministro, scrivere un pezzo per una prestigiosa rivista (come Bmagazine!) o essere contattati dalla RAI per una notizia giunta in redazione. Ah, dimenticavo la nomina nel Consiglio Direttivo del Parco del Taburno-Camposauro in rappresentanza dell’Associazione!

Effettivamente, se tale impegno fosse retribuito, si potrebbero (o dovrebbero) fare molte più cose: fornire supporto legale a chi vuole denunciare un abuso, sostenere con documentazione scientifica le battaglie dei comitati locali (quando non sono strumentali), fornire supporto alle scuole ed agli Enti pubblici per attività di educazione ambientale, collaborare con le forze di polizia per la vigilanza ambientale e venatoria, organizzare eventi ed iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. Tutte attività che sono svolte volontaristicamente, quando e come si può, perché gli attivisti (non solo per il WWF Sannio) sono pochi.

Mi sarebbe piaciuto lasciare evolvere la soddisfazione dell’esperienza ambientalista, tuttavia, nell’impegno politico, ma le esperienze avute sono state molto deludenti: primo perché all’elettorato (almeno quello sannita) interessa poco un curriculum eco-volontario e secondo perché l’organizzazione di un partito è finalizzata alla rappresentanza negli Enti (e quindi alla conquista di nomine ed incarichi) di tutti i livelli, dal consigliere comunale al Ministro. Il mondo politico, purtroppo, è ancora troppo auto-referenziale per poter rappresentare una classe dirigente degna di questo nome, capace di assumersi impegni chiari e di lavorare (anche fisicamente) per raggiungere il risultato.

Camillo Campolongo

Read Full Post »