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Archive for the ‘Campagne e petizioni’ Category

LUCCIOLE PER LANTERNE – LUCIÉRNAGAS POR LINTERNAS

Mario e Stefano Martone

film/documentario
logo Produzionidalbasso 

Un documentario su tre donne e la costruzione di cinque grandi dighe nella Patagonia cilena. Il documentario è in fase di realizzazione. Abbiamo attivato questa produzione dal basso per andare avanti nel progetto.
Funziona così: vi registrate, prenotate una (10 €) o più copie, senza pagare, e diventate nostri coproduttori. Solo se a febbraio avremo raggiunto la cifra che abbiamo fissato, sarete contattati per il pagamento (con postepay, paypal, bonifico bancario). All’uscita del film, nella primavera del 2012, vi sarà recapitato via posta il dvd.
Contiamo sul vostro sostegno!http://luccioleperlanterne.wordpress.com/

Sinossi

Nel 1981 Pinochet privatizza la quasi totalità delle risorse idriche in Cile. Nei trent’anni successivi i diritti per lo sfruttamento dell’acqua vengono ceduti a grandi imprese e multinazionali interessate a costruire grandi dighe per produrre energia idroelettrica ad uso delle miniere del nord.

Berta è una delle persone che negli anni ’90 ha perso la sua terra, insieme a centinaia di famiglie, costrette a lasciare le proprie case e ad assistere all’inondazione dei propri campi. Marisol subirà la stessa sorte se verranno realizzate le altre dighe che Enel intende costruire sui fiumi della Patagonia cilena, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Claudia attraverso la sua trasmissione alla radio, dà voce alla loro angoscia e prova a resistere al gigante che sta per calpestare la Patagonia.

Tre donne, legate alla propria terra, che a centinaia di chilometri di distanza tra di loro condividono un dolore, una rabbia, un destino.

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“Compra una quota di futuro per i tuoi figli”. Campagna a sostegno del Ricorso al TAR promosso dal WWF Italia avverso la centrale a turbogas a Ponte Valentino

Il 12 e 13 novembre, a piazza Torre, sottoscrizione di quote per procedere al ricorso

Il WWF Sannio, affiancato dalle Associazioni della Rete Arcobaleno, promuove la campagna di raccolta fondi “Compra una quota di futuro per i tuoi figli” a sostegno del ricorso presentato al TAR dal WWF Italia contro l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dal Ministero dell’Ambiente alla società Luminosa il 26 luglio scorso per realizzare una centrale a turbogas nell’Area di Sviluppo Industriale di Ponte Valentino, nel territorio comunale di Benevento.

La campagna sarà una battaglia di civiltà contro una mega centrale della potenza di 385 mega watt che porterà i profitti in Svizzera e produrrà energia per le altre province, causando danni all’ambiente ed alla salute dei beneventani. L’impianto, se entrerà in esercizio, provocherà il surriscaldamento delle acque del fiume Calore e l’emissione nell’aria di CO2, biossidi e ossidi di zolfo, polveri sottili e ultrasottili che ricadrebbero in gran parte nelle vicinanze e nella conca beneventana, producendo gravi conseguenze sulla salute degli abitanti, come allergie, malattie respiratorie, cardiovascolari e tumorali, sul paesaggio e sull’ambiente, e  sull’economia del territorio almeno nelle vicinanze dell’impianto per la diminuzione del valore degli immobili e dei terreni e inficiando la sicurezza agro-alimentare della produzione locale.

Sarà un’azione di cittadinanza attiva per l’autodeterminazione del territorio contro un’opera voluta dalla Regione Campania e dal Governo centrale, sebbene avversata dal Comune e dalla Provincia di Benevento.

La raccolta fondi avrà come protagonisti i cittadini che mediante la sottoscrizione volontaria di quote da 5 euro parteciperanno al sostenimento del ricorso al TAR attivando una forma di tutela collettiva contro il funzionamento della centrale.

Sabato 11 e domenica 12 novembre, a Benevento, il WWF Sannio e le Associazioni della Rete Arcobaleno incontreranno i cittadini presso il gazebo informativo in piazza Torre, davanti alla Basilica di San Bartolomeo.

Le sottoscrizioni continueranno presso le sedi delle associazioni sostenitrici della campagna: WWF Sannio; Rete Arcobaleno Benevento; Lipu Benevento; GAS Arcobaleno Benevento; Codisam di Sant’Arcangelo Trimonte; Lerka Minerka; Slow Food Benevento; La Cinta onlus; Januaria, natura e cultura; Emisfero Sud, Bottega del Commercio Equo; Comitato civico di San Salvatore Telesino; A Guardia dell’Ambiente, Guardia Sanframondi; La Città di Eufemia, San Lorenzello; Club Alpino Italiano, sezione di Benevento; E’ Più Bello Insieme, centro per disabili.

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A Sant’Arcangelo Trimonte incontro provinciale su “La democrazia dell’acqua e gli altri referendum”, 31 maggio 2011
Programma (formato testo) (altro…)

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ACQUA BENE COMUNE

Le radici e le ragioni del movimento per l’acqua bene comune in Italia. (altro…)

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Venerdi 29 aprile 2011, ore 20,30, presso Libreria Masone di Benevento


Il Comitato Referendario Sannita 2 Sì
per l’Acqua Bene Comune

organizza la proiezione in contemporanea nazionale del film

Water Makes Money
Come le multinazionali fanno profitti sull’acqua
di Leslie Franke e Herdolor Lorenz (altro…)

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Perché essere contrari alla centrale termoelettrica a metano di Ponte Valentino (BN)

Lo stabilimento, bruciando metano a danno della salubrità pubblica locale, produrrà 400 MW di energia elettrica, in buona parte, a favore di altri territori e ricavi economici a beneficio di un’azienda svizzera. (altro…)

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http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

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Venerdì, 4 giugno 2010, ore 20.30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, il Comitato Provinciale per la Campagna Referendaria per l’acqua pubblica, sarà protagonista de “I colori del cinema”, rassegna della biodiversità e della coesione sociale.
Introduce la serata Marilina Mucci, referente del Comitato Provinciale. A seguire, l’intervento di Alex Zanotelli, promotore nazionale della campagna referendaria. Segue la proiezione de “La storia dell’acqua in bottiglia” (2010, 8 min.), video di Annie Leonard. Maria Masone, altra referente del Comitato Provinciale, interverrà su “Acqua bene comune”. A conclusione, il gruppo etnico Teretuppete e Fiore Ranauro interpreteranno, tra gli altri, anche un brano scritto da Ranauro sull’acqua bene comune.   
 
Durante l’evento, si raccoglieranno le firme per la presentazione dei tre quesiti referendari.  

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Acqua bene comune:

Il 1° maggio, firma a Benevento, in piazza Santa Sofia.

Il 1° e il 2 maggio, firma a San Salvatore Telesino.

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.

Il  1° e  il 2 maggio la raccolta firme per i 3 referendum passa per i banchetti.

Le associazioni beneventane della Rete Arcobaleno e i Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi e Cittadini in Movimento hanno aderito al Comitato nazionale per la campagna referendaria per dare il loro contributo a questa battaglia che, a partire  dalla difesa di un bene essenziale e diritto universale dell’uomo, vuole rilanciare la difesa dell’ambiente e dei beni e servizi pubblici, sempre più negati in nome del profitto di pochi speculatori.

I beni essenziali alla vita non possono essere piegati alla logica della speculazione e del mercato.

Per approfondimenti e dettagli sulla campagna visita il sito: www.acquabenecomune.org

PS: al banchetto munirsi di un documento di riconoscimento

FIRMIAMO TUTTI PER L’ACQUA BENE COMUNE

Sabato 1° maggio 2010
Benevento – Piazza Santa Sofia

 Sabato 1° Maggio
San Salvatore Telesino – Largo Chiesa 17.30-19.00

Domenica 2 Maggio
San Salvatore Telesino – Piazza Nazionale  10.00-13.00

www.beneventoecosolidale.wordpress.com

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L’acqua è ormai una merce. E con la benedizione di politici e media si appresta a diventare – da bene comune e diritto di tutti – un affare per pochi. Una torbida verità la cui fonte è la recente riforma dei servizi pubblici locali.  Questo libro ricostruisce la storia della privatizzazione dell’acqua in Italia dal 1994 a oggi, dimostrando come e perché la gestione pubblica degli acquedotti può essere la più efficiente.
 

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Petizione contro la centrale di Ponte Valentino (08.12.09) - Foto di Mario Taddeo

Marciare sotto la pioggia contro guerre combattute in Paesi lontani, scendere in piazza per far sentire la propria voce, scrivere e-mail e lettere di protesta contro l’ultimo provvedimento annunciato o approvato, partecipare a interminabili meeting. Sposare queste cause è senz’altro nobile, ma può sembrare noioso. Invece – è la tesi, a sorpresa, di due psicologi – l’attivismo politico rende felici. E migliora il benessere.

Malte Klar, psicologa tedesca, e Tim Kassar, docente al Knox College in Illinois (Usa), hanno intervistato due gruppi di 350 studenti del college, esplorando il grado di impegno politico e il loro livello di felicità e ottimismo. In entrambi i gruppi, i più inclini a partecipare a una manifestazione erano anche i più su di morale. Dunque, secondo i due esperti, c’è un collegamento fra attivismo politico e morale alto.

Ma davvero oggi, si sono chiesti, può la politica rendere felice una persona? Per rispondere a questa domanda è stato condotto un terzo studio, in cui Klar e Kasser hanno preso una parte degli studenti e li hanno divisi in due gruppi. Anche in questo caso, quelli coinvolti in una sorta di dibattito politico sono risultati decisamente più vitali: si sentivano più vivi e appagati rispetto agli altri. L’importante non era l’argomento, che poteva più o meno toccarli direttamente, ma prendere l’iniziativa, rivolgersi alle autorità locali, farsi sentire. Secondo gli psicologi, l’attivismo dà alle persone la sensazione di avere uno scopo, di far parte di una comunità o di avere l’occasione di venire a contatto con altre persone.

Roma, 02.03.10 – (Adnkronos Salute)

Marcia per il territorio (contro la centrale di Ponte Valentino) - Foto di Mario Taddeo

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20 Marzo 2010 – Manifestazione nazionale a Roma

Appello per la manifestazione
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione del servizio idrico portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.

La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione della gestoione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.

Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.

La perdurante crisi economica, occupazionale, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.
Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.

Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.

Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni.

Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.

Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, il lavoro contro la sua riduzione a costo, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.

Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo.

Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.

Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
http://www.acquabenecomune.org/

 

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Megastriscione contro la Centrale di Ponte Valentino:
la Questura “sottrae di notte” il megastriscione che, in quanto issato, di giorno, su proprietà comunale, poteva essere rimosso legittimamente solo su richiesta del Sindaco di Benevento. 
 
Lo striscione (12x6mt) issato, nel pomeriggio di sabato 13 febbraio, presso la Villa Comunale di Benevento, complice l’oscurità della notte, è stato sottratto dai Vigili del Fuoco, su richiesta della Questura. 
Sebbene il Sindaco non abbia richiesto la rimozione dello striscione issato su proprietà comunale, la Questura si intromette: non si vuole che si discuta della vicenda Luminosa.
Cosa nasconde questo affare deciso a Napoli, a scapito dei Beneventani?
 
Firma la petizione on line contro la centrale su: www.avampost.wordpress.com 

*****

Da “il Quaderno” del 14 febbraio 2010.
La Digos sequestra lo striscione ambientalista presso la Villa. Corona: rimozione sconcertante

Questa notte, gli agenti della Digos di Benevento hanno sequestrato lo striscione con la scritta “Pericolo Turbogas per colpa dei politici”, issato ieri pomeriggio, all’ingresso della Villa Comunale, dagli attivisti di Altrabenevento e del Coordinamento associazioni-comitati contro la Centrale Termoelettrica. Il mega striscione – per gli inquirenti – era sprovvisto di autorizzazione e occupava un luogo non destinato all’affissione.

Della cosa s’è molto risentito, Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, uno dei due sodalizi promotori della protesta. “Quello striscione non creava pericolo ed è stato da me personalmente installato senza entrare nella Villa Comunale utilizzando i pali portabandiera con le relative carrucole, senza danneggiare nulla.

L’Amministrazione Comunale, proprietaria dell’area, non ha ordinato la rimozione dello striscione e quindi non si comprende quale funzionario di polizia e per quale motivo ha addirittura chiesto, questa notte, il pronto intervento dei Vigili del Fuoco per rimuovere quel telo.

Si tratta di una decisione sconcertante, assolutamente immotivata che evidentemente merita un chiarimento da parte della Questura. A chi ha dato fastidio quella scritta contro le ambiguità dei politici locali? Perché la protesta civile contro un impianto fortemente inquinante viene addirittura considerata ’sovversiva’ al punto da impegnare agenti di polizia e vigili del fuoco, in piena notte, per censurare una scritta che certo non rappresenta alcun reato? Dobbiamo attenderci ora anche il sequestro dei volantini contenenti lo stessa frase impressa sullo striscione?”.

FONTE: IL QUADERNO

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Sabato pomeriggio (13.02.10), gli attivisti di Altrabenevento e del Coordinamento associazioni/comitati contro la Centrale Termoelettrica hanno issato innanzi alla Villa Comunale un grosso striscione con la scritta “Pericolo Turbogas per colpa dei politici”. Lo striscione intende denunciare l’atteggiamento degli amministratori e politici locali che pur essendosi dichiarati contrari al progetto di Centrale Elettrica a Turbogas che la società Luminosa vuole realizzare a Benevento, non si sono attivati per rappresentare efficacemente le ragioni di opposizione a quel progetto al Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola e al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.
Con il volantino distribuito ai cittadini incuriositi dalla protesta, le associazioni e i comitati civici hanno spiegato che l’impianto proposto per produrre energia elettrica da trasferire in altre province, è fortemente inquinante ed è simile a quello che la scorsa settimana è esploso negli Stati Uniti.

Il Consiglio provinciale e i Consigli comunali di Benevento, Pietrelcina e Paduli hanno votato contro il progetto della Luminosa, ma il Ministero dello Sviluppo Economico non vuole prendere in considerazione le numerose e motivate contestazioni alla centrale che non è prevista dal Piano Energetico della Regione e dovrebbe sorgere alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, in una zona dichiarata “corridoio ecologico” su terreni assegnati illegittimamente dal Consorzio ASI.

Il Consiglio Regionale, su proposta del consigliere Ascierto Della Ratta, il 9 dicembre scorso ha votato all’unanimità contro la costruzione della Centrale a Turbogas a Benevento, ma la Giunta non ha ancora deliberato il parere negativo. Intanto il funzionario regionale, presente alla Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico il 16 dicembre, ha espresso parere favorevole al progetto della Luminosa.
Mentre i rappresentati politici ed istituzionali sanniti si sono limitati solo ad esprimere contrarietà formale, in Irpinia i rappresentati istituzionali, i parlamentari, le forze politiche e sindacali, oltre che i comitati civici si sono giustamente e seriamente mobilitati costringendo la Regione Campania a ritirare il parere favorevole già concesso per la Centrale Elettrica prevista a Flumeri.
E’ ora che anche nel Sannio i cittadini facciano sentire la loro voce FIRMANDO LA PETIZIONE contro la Centrale a Turbogas della Luminosa ed aderendo alla manifestazione di protesta che sarà organizzata a Benevento nel corso del mese di febbraio. La si può firmare anche on line all’indirizzo www.avampost.wordpress.com.

Per Altrabenevento – il presidente Gabriele Corona
Per il Coordinamento associazioni/comitati contro la Centrale Termoelettrica – il portavoce Daniele Tufo

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Quando asini e clown presero il posto degli eroi: la “Marcia per il territorio” contro la centrale di Ponte Valentino
Un nostro concittadino, su un blog, ha scritto, con soddisfazione masochistica, che, alla “Marcia per il territorio contro la centrale di Ponte Valentino”, realizzata l’8 dicembre 2009, compresi gli asini e i clown, fosse presente un esiguo numero di partecipanti.

La manifestazione (marcia e raccolta firme) era di opposizione all’insediamento di una centrale termoelettrica che produrrebbe 400 megawatt a beneficio del deficit energetico regionale, ma che pregiudicherebbe un territorio, quello sannita, che assorbe solo il 5% del fabbisogno energetico campano. Se i beneventani accorrono a frotte, solo quando ci si schiera pro o contro Berlusconi o quando si voglia godere dell’ennesimo cinepanettone o quando la città ospita artisti e scrittori imposti dai media nazionali, non è un’evenienza a demerito della manifestazione contro la centrale, ma una manchevolezza a disonore di una popolazione troppo impegnata in cose lontane dalle proprie esigenze primarie (diritto a un’aria, a un’acqua e a un cibo salubri, diritto del contadino a coltivare la propria terra producendo in sicurezza alimentare).

Quelli che combattono per tutelare la salubrità del territorio (la centrale, matematicamente, procurerebbe un incremento dell’incidenza delle malattie tumorali) e la vocazione rurale del Sannio (il 45% delle imprese sannite sono aziende agricole) sono un esiguo numero di individui, come erano solo una piccola minoranza della popolazione quelli che, durante il nazismo, presero posizione, in Germania, contro lo sterminio degli ebrei, come erano in pochi quei partigiani che, a rischio della propria vita, si opposero al nazifascismo.

Qui, da noi, con minimi sacrifici, è possibile tutelare il proprio territorio (e quindi sé stessi) da una strategia che, decisa da lontano, dalle convenienze di partiti e di grandi aziende, con la collaborazione, anche omissiva, degli amministratori locali, vuole, nel corso degli anni, minare le nostre risorse primarie, con progetti che nascono d’imperio, uno all’anno, fra discariche regionali, centrali elettriche, piattaforme logistiche, megaparcheggi, privatizzazione dell’acqua. Eppure, la nostra popolazione è incapace di prendere posizione perché, ormai, questa vive, come in un perpetuo “Grande fratello”, anche quando crede di opporsi all’omonima trasmissione televisiva, frequentando teatri e musei.

La condizione di cittadinanza nasce dalla relazione con un territorio specifico: se non siamo capaci di avere un rapporto consapevole con esso, come possiamo essere cittadini italiani che abbiano da esprimere sulla società e sulla politica nazionali?
Se non abbiamo coscienza del legame con la terra più vicina a noi, cosa possiamo individuare, nei nostri viaggi, in terre lontane da noi?
Se abbiamo perso l’esercizio a godere dei colori, degli odori e dei suoni della nostra terra, cosa possiamo fruire da pittori, poeti e musicisti?

Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?

Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di un popolazione?

Se la manifestazione contro la centrale era connotata dalla presenza di clown e di asini, gli individui e gli animali più miti e più umili, forse, è già troppo tardi, già tutto è acclarato: televisioni e giornali hanno reso la popolazione locale  incapace, più di clown e di asini, nel prendere posizione?

Alessio Masone
per il “Coordinamento delle associazione e dei comitati contro la centrale di Ponte Valentino”  

 

Marcia per il territorio – Ponte Valentino – Foto di Marcello Stefanucci

 

Marcia contro la centrale - Foto di Marcello Stefanucci

  

Marcia per il territorio contro la centrale - Foto di Mariapia Cutillo

  

Marcia contro la centrale - Foto di Camillo Fragnito

  

Marcia per il territorio contro la centrale - Foto di Camillo

 

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Per sottoscrivere la petizione clicca su: http://avampost.wordpress.com/2009/11/28/petizione-contro-la-realizzazione-a-ponte-valentino-della-centrale-termoelettrica-decisa-da-altri/ 

Comunicato Stampa del 15.12.09

Ultime adesioni alla petizione contro la centrale di Ponte Valentino.
Il 16 dicembre 2009, a Roma, si deciderà la salute dei beneventani e la vocazione del Sannio.

Il 16 dicembre 2009, a Roma, alla Conferenza di Servizi, presso il Ministero delle attività economiche, si deciderà se autorizzare l’insediamento della centrale termoelettrica, a turbogas, nel sito di Ponte Valentino, a 2 km da Benevento.

Non voluta dal Comune di Benevento e dalla Provincia di Benevento, la centrale, che verrebbe realizzata con la volontà della Regione Campania, bruciando metano a danno della salubrità pubblica locale, produrrà 400 MW di energia elettrica, in buona parte, a favore di altri territori e ricavi economici a beneficio di un’azienda svizzera.

Il “Coordinamento delle associazione e dei comitati contro la centrale di Ponte Valentino” sollecita la popolazione locale a prendere posizione sottoscrivendo la petizione contro la realizzazione della centrale.

La petizione consente alla popolazione di dimostrarsi consapevole di subire una decisione dall’alto.

Per ora, sono circa mille le adesioni alla petizione, fra quelle sottoscritte sul sito e quelle raccolte presso i banchetti per strada.

Visto che la popolazione dell’intera provincia di Benevento (300 000 su 5 800 000 abitanti campani) assorbe solo il 5% del fabbisogno energetico della Campania, buona parte della produzione di questa energia sarà destinata altrove dal territorio sannita.

La megacentrale, sproporzionata per il nostro territorio, se insediata, emetterà gas inquinanti a danno della popolazione residente nel raggio di dieci km. Considerato che, nel 2008, le centraline di Benevento hanno registrato oltre cento superamenti del valore limite delle polveri sottili, una centrale termoelettrica di queste dimensioni, aggravando ulteriormente la qualità dell’aria, produrrebbe quantità elevate di ossido di carbonio (CO2) e Ossidi di Azoto (NOx).

Se gli enti locali non riusciranno a impedirne l’insediamento, la centrale sarà realizzata a danno della salute dei residenti e a danno di quell’indotto economico, sempre più rilevante, che, nel beneventano, è sostenuto dalla vocazione rurale, ambientale e turistica.

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per firmare la petizione clicca su
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Per sottoscrivere la Petizione contro la realizzazione della centrale elettrica di Ponte Valentino, a Benevento, clicca su http://avampost.wordpress.com/2009/11/28/petizione-contro-la-realizzazione-a-ponte-valentino-della-centrale-termoelettrica-decisa-da-altri/

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