Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Maddaloni Enzo’ Category

Venerdì, 15 ottobre 2010, ore 20.30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, con il tema “Il Clown, un virus politico?”, la Comunità RNCD Clown Dottori di Benevento, sarà protagonista de “I colori del cinema”, rassegna della biodiversità e della coesione sociale.

Introduce la serata Enzo Maddaloni (Nanosecondo, Clown Dottori Benevento) che presenta la Comunità RNCD Clown Dottori di Benevento. L’evento prevede la proiezione di “Clown in Kabul”, film che documenta la missione di un gruppo di medici e clown dottori a Kabul, nel 2002. La visione del film è consigliata a un pubblico adulto.

Intervengono Stefano Moser, coregista del film, e Serena Roveta, clown che ha partecipato alla missione.

A seguire, un aperitivo del territorio che consolida l’attitudine aggregativa della rassegna.

I colori del cinema che si proiettano nelle coscienze” è una rassegna della biodiversità e della coesione sociale che, tramite la Rete Arcobaleno, coinvolge numerose associazioni ecosolidali e culturali del territorio beneventano.

Un brano del film http://www.youtube.com/watch?v=3bkr7Fd3rJs

http://www.girodivite.it/Il-Clown-Shady-va-a-fare-la-pace.html

http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/10/i-colori-del-cinema-15-ottobre-2010.html

Annunci

Read Full Post »

(altro…)

Read Full Post »

Quando asini e clown presero il posto degli eroi: la “Marcia per il territorio” contro la centrale di Ponte Valentino
Un nostro concittadino, su un blog, ha scritto, con soddisfazione masochistica, che, alla “Marcia per il territorio contro la centrale di Ponte Valentino”, realizzata l’8 dicembre 2009, compresi gli asini e i clown, fosse presente un esiguo numero di partecipanti.

La manifestazione (marcia e raccolta firme) era di opposizione all’insediamento di una centrale termoelettrica che produrrebbe 400 megawatt a beneficio del deficit energetico regionale, ma che pregiudicherebbe un territorio, quello sannita, che assorbe solo il 5% del fabbisogno energetico campano. Se i beneventani accorrono a frotte, solo quando ci si schiera pro o contro Berlusconi o quando si voglia godere dell’ennesimo cinepanettone o quando la città ospita artisti e scrittori imposti dai media nazionali, non è un’evenienza a demerito della manifestazione contro la centrale, ma una manchevolezza a disonore di una popolazione troppo impegnata in cose lontane dalle proprie esigenze primarie (diritto a un’aria, a un’acqua e a un cibo salubri, diritto del contadino a coltivare la propria terra producendo in sicurezza alimentare).

Quelli che combattono per tutelare la salubrità del territorio (la centrale, matematicamente, procurerebbe un incremento dell’incidenza delle malattie tumorali) e la vocazione rurale del Sannio (il 45% delle imprese sannite sono aziende agricole) sono un esiguo numero di individui, come erano solo una piccola minoranza della popolazione quelli che, durante il nazismo, presero posizione, in Germania, contro lo sterminio degli ebrei, come erano in pochi quei partigiani che, a rischio della propria vita, si opposero al nazifascismo.

Qui, da noi, con minimi sacrifici, è possibile tutelare il proprio territorio (e quindi sé stessi) da una strategia che, decisa da lontano, dalle convenienze di partiti e di grandi aziende, con la collaborazione, anche omissiva, degli amministratori locali, vuole, nel corso degli anni, minare le nostre risorse primarie, con progetti che nascono d’imperio, uno all’anno, fra discariche regionali, centrali elettriche, piattaforme logistiche, megaparcheggi, privatizzazione dell’acqua. Eppure, la nostra popolazione è incapace di prendere posizione perché, ormai, questa vive, come in un perpetuo “Grande fratello”, anche quando crede di opporsi all’omonima trasmissione televisiva, frequentando teatri e musei.

La condizione di cittadinanza nasce dalla relazione con un territorio specifico: se non siamo capaci di avere un rapporto consapevole con esso, come possiamo essere cittadini italiani che abbiano da esprimere sulla società e sulla politica nazionali?
Se non abbiamo coscienza del legame con la terra più vicina a noi, cosa possiamo individuare, nei nostri viaggi, in terre lontane da noi?
Se abbiamo perso l’esercizio a godere dei colori, degli odori e dei suoni della nostra terra, cosa possiamo fruire da pittori, poeti e musicisti?

Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?

Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di un popolazione?

Se la manifestazione contro la centrale era connotata dalla presenza di clown e di asini, gli individui e gli animali più miti e più umili, forse, è già troppo tardi, già tutto è acclarato: televisioni e giornali hanno reso la popolazione locale  incapace, più di clown e di asini, nel prendere posizione?

Alessio Masone
per il “Coordinamento delle associazione e dei comitati contro la centrale di Ponte Valentino”  

 

Marcia per il territorio – Ponte Valentino – Foto di Marcello Stefanucci

 

Marcia contro la centrale - Foto di Marcello Stefanucci

  

Marcia per il territorio contro la centrale - Foto di Mariapia Cutillo

  

Marcia contro la centrale - Foto di Camillo Fragnito

  

Marcia per il territorio contro la centrale - Foto di Camillo

 

  (altro…)

Read Full Post »