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Domenica 9 ottobre
 
Villa Securitas San Giorgio del Sannio
Prima edizione della giornata ecologica: San Giorgio EcoFestival.
Il festival è organizzato dal neonato Forum giovanile di San Giorgio del Sannio, in collaborazione con l’associazione Lerka Minerka, la Rete Arcobaleno di Benevento e con il patrocinio del comune di San Giorgio del Sannio.

La manifestazione nasce dall’esigenza di creare un movimento nella nostra cittadina che guardi allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell’ambiente partendo dalla conoscenza del nostro territorio e delle nostre tradizioni. La giornata prevede un’escursione guidata su “Le Surte”, colline ubicate a sud di San Giorgio del Sannio, nei territori di confine tra la provincia di Avellino e quella di Benevento.

Durante l’escursione saranno offerti, grazie al contributo delle Pro Loco di San Giorgio del Sannio e di San Nazzaro, prodotti tipici locali, vino e tant’altro. Tutto il materiale usato sarà materiale riciclabile o biodegradabile.

Il San Giorgio EcoFestival chiuderà in Villa Securitas con il concerto del collettivo “Cantautori in cerca d’autore“, formato da musicisti provenienti dal Cilento, dalla Basilicata e dal Sannio, un collettivo capace di spaziare dal jazz alla sperimentazione musicale, da momenti riflessivi a forme di cantautorato alternativo.

PROGRAMMA

9:30 incontro in Villa Securitas

10:00 partenza per “Le Surte” (il percorso è mostrato nell’immagine)

13:00 sosta a San Nazzaro: accoglienza della Pro Loco del posto con vino e prodotti tipici e pranzo con colazione a sacco

16:00 rientro in Villa Securitas

20:00 concerto in Villa Securitas: “Cantautori in cerca d’autore” Giuseppe Di Taranto, Vincenzo Ippolito, Zampanò Forti (alle chitarre Luigi De Cicco e Antonello Orlando)

 

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Fotoracconto dell’Escursione campestre di domenica 7 agosto 2011 a San Giorgio la Molara.
Organizzata da Fratres di San Giorgio la Molara e promossa da CAI. Club Alpino Italiano, sezione di Benevento, alcune associazioni della Rete Arcobaleno (Lerka Minerka, Codisam, GAS Arcobaleno) e i Cavalieri dell’Ufita.

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La Rete Arcobaleno sulle consultazioni amministrative 2011

Premessa
L’avvento del nuovo secolo coincide con la fine delle opportunità promosse dai sistemi di scala applicati ai processi economici e alle organizzazioni sociali.

Ne consegue un crollo del centralismo produttivo, quello che aggregava le grandi aree metropolitane, che porta con sé anche un crollo del centralismo ideologico: oggi, le province e la filiera corta sono portatrici di un nuovo modello di sviluppo che, diffusamente e in modo reticolare, è capace di nuova occupazionalità, redistribuzione del reddito, coesione sociale e tutela ambientale.

Come i territori, fino ad oggi periferici ai grandi centri urbani, sono ormai attori del cambiamento, così il cittadino è capace di cambiamento dal basso. Questo non consiste negli attivisti delle associazioni e nei comuni cittadini che prendono il posto degli assessori. Il cambiamento dal basso comporta che il cittadino mettendosi in discussione negli stili di vita, realizzando pratiche quotidiane responsabili, modifica il sentire comune della popolazione: visto che gli uomini politici, ma anche i corrotti, gli arrivisti e i criminali sono parte integrante della stessa popolazione (comprano nei nostri stessi supermercati, frequentano i nostri stessi luoghi di villeggiatura), questi individui assorbiranno quel cambiamento nel proprio sentire.


Considerando questa premessa, la Rete Arcobaleno evidenzia che l’esito delle prossime consultazioni amministrative non sia rilevante in quanto tutte le forze candidate sono accomunate da un omologante e superato modello di sviluppo che vorrebbe Benevento sempre più simile a quelle grandi aree metropolitane ormai fallimentari anche in termini economici. In questo contesto, anche lo stesso indagare su un’eventuale incoerenza dei candidati che si spostano da uno schieramento all’altro diventa superfluo.

Per le stesse ragioni, la Rete Arcobaleno non prevede che qualcuno dei suoi membri si candidi alle prossime consultazioni amministrative. Se qualcuno, proveniente dal mondo dell’ambientalismo e del volontariato collegato alla nostra rete, vorrà candidarsi, lo farà a titolo personale e determinando una scelta di campo con cui rinuncia a rappresentare il cambiamento dal basso. Nell’attuale contesto sociale, chiunque, proveniente dall’associazionismo, si candidi porterebbe solo credibilità a un modello di democrazia rappresentativa che non ha più senso di esistere.

Consideriamo, inoltre, fuorviante, nel secolo del cambiamento dal basso, ipotizzare che una lista di candidati possa esprimere la società civile.

Sebbene possa sfuggire ai molti, stiamo attraversando un cambiamento epocale: se navighiamo nel web, quello indipendente e biodiverso, non quello delegato ai social network, possiamo appurare che esistono fermenti rappresentativi di una nuova cittadinanza responsabile, quella che, capace di cambiamento, mette in pensione quegli intellettuali che, dediti prevalentemente alla delega, nella fruizione di giornali, del web, di teatri e di musei, anche quando credono di protestare, risultano custodi dello status quo.

Una società civile proporzionata al XXI secolo, non delegando agli altri la responsabilità politica e penale di un malessere collettivo, non si riconosce neanche nei giustizionalisti che, disinteressati a proporre un modello di sviluppo alternativo, appaiono prevalentemente interessati a guadagnarsi credibilità a spese degli altri, tra l’altro, con un’aggressività incoerente con il bene comune.  I giustizionalisti non vogliono cogliere che, quando si commette un reato o anche un’ingiustizia, non ravvisabile come reato, la responsabilità è dell’intera comunità: il reo del singolo delitto rappresenta l’anello più debole della comunità e costituisce la fenomenizzazione di un malessere collettivo che può risolversi realmente solo con una popolazione che si mette in discussione.

I portatori di cambiamento, impegnati in prima linea, agendo in prima persona, nelle emergenze rifiuti, nella filiera corta, nei gruppi d’acquisto solidale, nel commercio equo e solidale, nell’acqua pubblica, nell’inclusione sociale, nell’integrazione degli immigrati, esprimendo un nuovo sentire collettivo che riflette nella pratica quotidiana una continuità con ogni aspetto del bene comune, mettono in pensione anche un antiquato associazionismo fatto di retorica e di presenzialismo.

La Rete Arcobaleno, grazie all’apporto di Art’Empori, considera come tassello fondamentale del cambiamento dal basso quel sentire femminile che, nonostante l’omologazione in corso, si differenzia ancora da quello maschile. Mentre qualcuno ancora promuove le quote rosa, dando per scontato che il modello da perseguire sia quello maschile, noi riscontriamo nel pensiero della differenza femminile, come in altre forze finora minoritarie, una risorsa immunitaria in risposta al crollo del modello culturale occidentale che è stato sempre permeato dal sentire maschile.

Se epurato da millenni di condizionamenti del pensiero unico, il mondo femminile, lontano dalla scena pubblica, portatore di cooperazione, solidarietà e cura, può aiutarci a comprendere che il mondo si trasforma realmente tramite le emozioni quotidiane e non tramite gli eventi calati dall’alto.

Alessio Masone
Cofondatore della Rete Arcobaleno

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Benevento, 05-03-2011 19:50
Riprende con virulenza la lotta interna al Centro Servizi di Volontariato. Ma ora c’è anche una sentenza del giudice…
Dice il movimento “Giù le mani dal volontariato”: L’impressione è che si voglia solo proteggere una gestione “ristretta” dell’importante e sostanzioso budget che ammonta a circa 700mila euro l’anno…
Redazione Gazzetta di Benevento (altro…)

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Nell’ambito della rassegna “I colori del cinema, rassegna della biodiversità e della coesione sociale”, venerdì, 26 novembre 2010, ore 20,30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, Bmagazine, rivista per un’informazione partecipata, e il CODISAM, comitato difesa salute e ambiente di Sant’Arcangelo Trimonte, proietteranno alcuni video di loro produzione. (altro…)

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Il “Coordinamento delle associazioni contro la centrale di Ponte Valentino” aderisce alla manifestazione “Spegni la Luminosa” del 13 novembre 2010
 
Il “Coordinamento delle associazioni contro la centrale di Ponte Valentino” aderisce alla manifestazione “Spegni la Luminosa” che, promossa dal “Comitato NO turbogas”, prenderà via dalla piazza Risorgimento di Benevento, sabato 13 novembre 2010, ore 9, per contrastare l’insediamento della centrale termoelettrica che recentemente ha ottenuto il parere favorevole della Regione Campania.
 
Il “Coordinamento”, che affiancherà anche altre eventuali proposte del “Comitato NO turbogas”, è composto dalle associazioni ecosolidali che già interagiscono in modo propositivo con il territorio, grazie alla Rete Arcobaleno, promuovendo un nuovo modello di sviluppo che, coerente con il XXI secolo, sia capace di nuova occupazionalità, di redistribuzione del reddito, di coesione sociale e di tutela ambientale.
 
La centrale Luminosa, voluta dalla Regione Campania, ma avversata dai nostri enti territoriali, produrrebbe inquinamento a danno di Benevento ed energia a favore di altri territori: non confacente con la vocazione del territorio sannita, ne inficerebbe lo sviluppo rurale e l’indotto turistico ambientale e culturale, unici comparti in espansione nel XXI secolo.
 
Si consideri che la soglia tollerabile di polveri pm10, che non può essere violata per più di 35 volte in un anno, è stata superata a Benevento, secondo le centraline di via Flora e dell’Ospedale civile, per ben 69 giorni, dal 1° gennaio fino al 9 novembre 2010. E’ presumibile che, una volta in funzione la centrale Luminosa, a causa delle sue emissioni, il numero dei giorni di sforamento sortisca un aumento considerevole: a quel punto, per ridurre la quota degli sforamenti, la nostra città dovrà utilizzare una circolazione stradale a targhe alterne. Solo a quel punto, la popolazione avrà una percezione diretta del danno, per la salute pubblica e per l’economia locale, causato dall’insediamento della centrale Luminosa.
 
 
Daniele Tufo
Portavoce del “Coordinamento delle associazioni contro la centrale di Ponte Valentino”

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Perché essere contrari alla centrale termoelettrica a metano di Ponte Valentino (BN)

Lo stabilimento, bruciando metano a danno della salubrità pubblica locale, produrrà 400 MW di energia elettrica, in buona parte, a favore di altri territori e ricavi economici a beneficio di un’azienda svizzera. (altro…)

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Immagini relative al 22 e 23 ottobre presso la discarica di Sant’Arcangelo quando i 7 tir (sui 45 previsti) dei rifiuti napoletani vengono scaricati.

Le cronache da “contrada munnezza”
http://www.bmagazine.info/

La rivolta dei cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte all’ingiusta ordinanza di Caldoro sugli sversamenti di rifiuti da fuori provincia è stata troppo pacifica per attirare la sete di sangue dei tg nazionali. L’anziano ferito con protesi al ginocchio e gli spintoni delle forze dell’ordine con lividi e qualche caduta non sono bastati nemmeno per stuzzicare il palato del tg3, da taluni chiamato con una certa benevolenza “regionale”. Eppure i cittadini di Sant’Arcangelo, di Paduli e degli altri paesi sanniti intervenuti avevano molto da dire. In questo reportage non ci sono camion bruciati (mi rammarico di deludere i navigatori piromani). Vi sono però parole brucianti, piene di verve critica e talvolta comica, permeate di orgoglio e tenerezza. Immalinconite dalla consapevolezza che “emergenza su emergenza…. siamo finiti veramente nella merda”. Fortunatamente, questa volta, l’intreccio tra protesta popolare e intervento istituzionale è riuscito a fermare lo stupro territoriale.

Reportage di Alessandro Paolo Lombardo.

Si ringrazia Margherita Ranaldo (www.levanteonline.net) per le riprese dell’ingresso dei camion osteggiato dalla popolazione

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La web tv NTR24 protagonista de “I Colori del cinema”
presso la libreria Masone, venerdì, 1° ottobre 2010

Venerdì, 1° ottobre 2010, ore 20.30, presso la libreria Masone di Benevento, la web tv NTR24 sarà protagonista de “I colori del cinema”, rassegna della biodiversità e della coesione sociale. (altro…)

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Sabato e domenica, 18 e 19 settembre 2010 con Rete Arcobaleno.
Escursioni con Lerka Minerka e CAI Club Alpino Italiano BN
Laboratori della rinascita – Piazzetta dell’EcoVicinanza con associazioni ecosolidali, produttori locali e artigiani.
Giochiamo con lentezza. Musica e tavolate.

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Sabato, 26 giugno 2010, ore 11,30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, si inaugura il “Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale”.
 
Per evento inaugurale, è previsto uno show case degli “Oniric”, duo musicale formato da Carlo De Filippo e Gianpiero Timbro. Oniric è un progetto locale notato dall’etichetta spagnola indipendente “Caustic Records” che ha prodotto il loro primo disco “Cabaret syndrome” (11/2009), un album che, nelle sonorità, tributa alla memoria collettiva e che, nelle immagini, cita il cinema delle origini.
 
Prevista anche la proiezione di “Blessing”, videoclip degli Oniric per la regia di Valerio Vestoso e con la partecipazione di Simona Giusti, Natale Cutispoto, Mariarita Timbro, Claudio D’Agostino, Peppe Timbro e Giovanni Calicchio.
 
Il Caff’Emporio è una caffetteria che aggrega il mondo culturale e artistico a quello dell’ecosolidarietà:  promosso da Art’Empori (comunità dell’arte biodiversa)  e dalle associazioni della Rete Arcobaleno, il Caff’Emporio consentirà ai suoi frequentatori di destinare il 10% dello scontrino, “votando”, per ogni consumazione, l’associazione di volontariato da beneficiare grazie all’iniziativa “La Spesa come Voto”.
 
Il Caff’Emporio promuove una consapevolizzazione dei consumi, culturali e commerciali, anche, proponendo prevalentemente prodotti etici, locali e biologici, attingendo dal commercio equo e solidale e dai Gruppi d’Acquisto Solidale. 

A ricordo fattivo dell’inaugurazione, verranno distribuite ai presenti piantine di ortaggi da travasare sul balcone di casa.

 Le associazioni promotrici del Caff’Emporio e destinatari della percentuale:
Art’Empori. Comunità dellì’arte biodiversa
Bmagazine. Rivista per un’informazione partecipata
Rete Arcobaleno. Associazioni per un’economia solidale
GAS Arcobaleno. Gruppo d’Acquisto Solidale
Tandem21/Quinua. Consumo critico e commercio equo e solidale
Lerka Minerka. Escursionismo naturalistico
La Cinta Onlus. Assoc. per il recupero della relazione uomo-animale
Slow Food Benevento
E’ più bello insieme. Centro per disabili
CAI Club Alpino Italiano. Sezione di Benevento
LIPU. Sezione di Benevento
Città di Eufemia. Nodo di economia solidale. San Lorenzello
NO inceneritore a San Salvatore Telesino
A Guardia dell’ambiente. Guardia Sanframondi
RNCD Raduno Nazionale Clown Dottori – Benevento
Crossroads. Crocevia culturali – Molinara
 

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Video girato da Giulio Martino, il 4 giugno 2010, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, durante “I colori del cinema. Rassegna della biodiversità e della coesione sociale”. Serata a cura del Comitato Provinciale per la Campagna Referendaria: interventi di Alex Zanotelli, Marilina Mucci, Maria Masone; interventi musicali dei Teretuppete e Fiore Ranauro. 

Privatizzazione dell’acqua. Finalmente han trovato il modo di “mangiare” con l’acqua (dedicata ad una battuta di Massimo Troisi del 1977). 
Nel 2008 Tremonti e il governo Berlusconi “danno” il via libera alla privatizzazione dell’acqua (art. 23 bis 133/2008). 

Senza farlo sapere a nessuno ci stanno rubando l’acqua per regalarla alle multinazionali… c’era da aspettarselo: a forza di dargli del ladro quando piove… 

Mi raccomando acqua in bocca… 
Rapporto Censis del 2009: “l’Italia è un paese in apnea”… ecco il motivo per cui ci tolgono l’acqua… questi lo fanno perchè ci vogliono bene. 

Il video è da bere dall’inizio alla fine (compreso i titoli di coda)… 

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

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Alex Zanotelli interviene sull'Acqua bene comune - 4 giugnio 2010 Libreria Masone BN

Alex Zanotelli - 4 giugno 2010 - Colori del cinema

Il pubblico in ascolto di Alex Zanotelli - 4 giugno 2010 libreria masone

Marilina Mucci su Acqua Bene Comune - 4 giugno 2010 libreria masone bn

Maria Masone e Alex Zanotelli su Acqua Bene Comune - 4 giugno 2010

I Teretuppete e Fiore Ranauro interpretano brani dedicati all'acqua

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Carmen Papaianni - Emergency - Colori del cinema - 07.05.10

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Maurizio Pecoriello- Emergency AV-BN - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10

Emergency a Kabul - Colori del cinema - 07.05.10

Emergency - Colori del cinema - 07.05.10 - Libreria Masone BN

Per visionare il video sull’evento realizzato da NTR24.tv, clicca su
http://www.ntr24.tv/it/video/1131

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Acqua bene comune:

Il 1° maggio, firma a Benevento, in piazza Santa Sofia.

Il 1° e il 2 maggio, firma a San Salvatore Telesino.

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.

Il  1° e  il 2 maggio la raccolta firme per i 3 referendum passa per i banchetti.

Le associazioni beneventane della Rete Arcobaleno e i Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi e Cittadini in Movimento hanno aderito al Comitato nazionale per la campagna referendaria per dare il loro contributo a questa battaglia che, a partire  dalla difesa di un bene essenziale e diritto universale dell’uomo, vuole rilanciare la difesa dell’ambiente e dei beni e servizi pubblici, sempre più negati in nome del profitto di pochi speculatori.

I beni essenziali alla vita non possono essere piegati alla logica della speculazione e del mercato.

Per approfondimenti e dettagli sulla campagna visita il sito: www.acquabenecomune.org

PS: al banchetto munirsi di un documento di riconoscimento

FIRMIAMO TUTTI PER L’ACQUA BENE COMUNE

Sabato 1° maggio 2010
Benevento – Piazza Santa Sofia

 Sabato 1° Maggio
San Salvatore Telesino – Largo Chiesa 17.30-19.00

Domenica 2 Maggio
San Salvatore Telesino – Piazza Nazionale  10.00-13.00

www.beneventoecosolidale.wordpress.com

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Posso parlare di me solo attraverso le persone che ho incontrato. Perché chi sono oggi lo devo a loro.

Posso parlare di me solo attraverso le persone che ho incontrato. Perché chi sono oggi lo devo a loro.  E sono tante. Ovviamente si parte dall’insieme dei miei genitori (attenzione sono due, ma è nell’ “insieme” che sono stati unici!), che mi hanno fornito di  bagagli validi per tutto il viaggio: amore smisurato, incondizionato, fiducia, apertura al mondo e tre sorelle eccezionali, socie con me nell’esperienza di quell’amore unico ricevuto fin dall’infanzia. Un po’ più su, c’è un nonno-eroe, nella mia adolescenza, l’incarnazione di un’epopea manzoniana, dove la Provvidenza divina agiva di pari passo con le scelte umane, nonno Michele, dodici figli a carico, una passione per tutto ciò che per lui era arte, per sua moglie, per le sue rose del giardino, come per la sua vecchia Audi, la sua casa a Raino, Itri, magica come un castello delle favole, e le sue risate di gioia per tutto ciò che era vita, il suo ribrezzo per tutto ciò che era menzogna. Quando se ne è andato, a novantadue anni, sembrava avere ancora molti sogni nel cassetto, come un giovane all’università.

In parrocchia, mi assegnarono il mio primo maestro di vita, Mauro. Un ragazzo come me, ma, sofferente di leucemia, costretto a letto da oltre un anno.

A quindici anni ero pronto, volevo investire quel capitale in qualcosa, meglio in qualcuno. Non volevo avere quella fortune solo per me troppo a lungo, della mia fede mi bastava quel comandamento: ama il prossimo tuo come te stesso. Solo dopo ho scoperto la bellezza umana di come te stesso. In parrocchia, mi assegnarono il mio primo maestro di vita, Mauro. Un ragazzo come me, ma, sofferente di leucemia, costretto a letto da oltre un anno. Bisognava ripetere con lui il greco del quarto ginnasio. Ma Mauro voleva fare altro: camminare, correre, giocare a pallone, ma era lì paziente a sopportare un ragazzo che gli ripeteva il greco, come un saggio che ascolta il discepolo e pensa oltre. La sua morte mi aprì gli occhi: era stato lui, tutti i pomeriggi, a spegnere la televisione per sorbirsi la mia amicizia.

L’Albania mi presentò il mio carisma, quello di San Vincenzo de’Paoli, e ci diede l’idea di creare un gruppo di volontari a Benevento.

Nel 1996 sbarco a Durazzo, per un altro incontro che mi avrebbe cambiato la vita: l’Albania. Un nome su tutti: Fatyon, mi insegnò la tenerezza. Un bambino di scarsi tre anni, portato nell’arena dei bambini di Masterko. Sporco dal naso ai denti, con grande distrazione, nella confusione più totale mi inginocchio per dargli un pennarello, lui mi fissa con due fanali azzurri, allarga il sorriso e mi fa una carezza che dentro di me dura ancora. Non riuscii più a rialzarmi, restai a fissarlo penso un quindici minuti. Portato dalla violenza in mezzo al gruppo dei volontari, era il più grande dei volontari mai conosciuti. Poi, un altro bambino, di cui ancora non conosco il nome, mi fece una lezione di quasi un’ora sulla comunicazione non verbale. Aveva sei anni, credo, non esita un attimo, sebbene fosse la prima volta che l’incontravo: inizia un racconto infinito in Albanese, una lingua così difficile che nonostante sia ritornato otto volte, non l’ho ancora imparata, che riguardava una sua cicatrice sulla testa, e mentre parlava rideva, fingeva di tuffarsi nel fiume, indicava. Tutto come se io capissi perfettamente quello che diceva, poi capii: non serviva che capissi, ma che lo ascoltassi. L’Albania mi presentò il mio carisma, quello di San Vincenzo de’Paoli, e ci diede l’idea di creare un gruppo di volontari a Benevento. Poi vennero e sono tuttora presenti nella mia vita una serie infinita di altri maestri. Uno di questi mi diede, tra l’altro, l’idea di mettere su il centro “è più bello insieme”, nel 2001. Mi sono laureato in giurisprudenza nello stesso 2001, nel 2005 una madre in Albania mi suggerii l’idea  di iscrivermi in Psicologia, l’ho fatto.

Progettista sociale, come un “agitatore sociale”, solo che si fa con calma e per progetti

Il mio mestiere di oggi mi piace, si chiama “progettista sociale”, è nuovo e man mano che vado avanti prende forma e significato. È come un “agitatore sociale”, solo che si fa con calma e per progetti. Sono convinto che, se le comunità dessero importanza alla costruzione delle infrastrutture relazionali come la si da a oggi a quelle materiali, davvero il nostro sviluppo sarebbe eco, equo e solidale. Le politiche sociali migliori, a mio parere, sono quelle che partono dal basso, che non progettano la città e lasciano un bagno per i disabili, metafora dell’attenzione spesso rivolta alle persone con disagio, ma partono dall’inclusione sociale delle persone fragili per mettere in gioco tutti. Non sono il resto della torta, ma gli ingredienti stessi. Con il centro è più bello insieme, sperimentiamo ogni giorno questo tentativo di nuovo sviluppo della società, liberando i ragazzi dagli angoli in cui sono stati messi, usando il centro come trampolino verso l’integrazione vera e propria, sul territorio, dove quelli che da noi sono utenti tornano ad essere risorsa della società. Per il loro carico di umanità e sensibilità, spesso merce rarissima.

Spero sempre che un incontro, un libro, un film, un quadro, mi aprano ad una nuova crisi.

Quanto alla mia vita privata, io e mia moglie ci troviamo dopo sei anni di matrimonio ad attendere Sara Oliva, la nostra settima figlia… Il mio unico hobby è organizzare viaggi con la mia famiglia. In questi stessi anni di matrimonio, grazie ad un’organizzazione spartana, abbiamo visto oltre dieci città europee, passeggiando in lungo e largo, visitando musei, respirando culture diverse, anche solo per tre giorni. È un’esperienza arricchente, perché Van Gogh a Roma non è lo stesso che vedi nel chiaroscuro di Amsterdam o sul lungo Senna del quay d’Orsay. In quei posti, i quadri respirano la stessa aria che respiri tu quando sei fuori dal museo, ed il museo non è altro che la stazione di servizio ove appendere quell’emozione. La lettura, invece, è una mia necessità. Tra gli incontri che mi hanno cambiato, ci sono decine e decine di libri. Leggo per rabbia, per protesta, per amore verso un personaggio (il mio genere preferito sono le biografie), per capire e capirmi, per guardare con occhi nuovi. Spero sempre che un incontro, un libro, un film, un quadro, mi aprano ad una nuova crisi. Credo fortemente. Non solo in Dio, ma anche in tutto ciò che Egli ha creato, in cui vive la speranza.

Angelo Moretti (da bmagazine del febbraio 2009)

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