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Mercoledì, 29 dicembre 2010, ore 20,30, presso il Caff’Emporio della libreria Masone di Benevento, le associazioni della Rete Arcobaleno organizzano la Festa degli Auguri Arcobaleno, serata della coesione sociale con le comunità di Benevento EcoSolidale e di Art’Empori.
 
L’evento prevede una Tombola BioDiversa che, condotta dall’attore Peppe Fonzo, sarà caratterizzata da premi del Commercio Equo e Solidale e da contenuti ecosolidali.
 
A seguire, si realizza “Acqua fresca”, canzoni di satira sociale con Fiore Ranauro e la fisarmonica di Fabiano Iscaro.
 
Nel corso della serata, verranno proiettate a ciclo continuo le foto che descrivono gli eventi realizzati, durante il 2010, dalle associazioni Lerka Minerka, CAI Benevento, Clown Dottori, Centro E’ più bello insieme, Bmagazine, Rete Arcobaleno.

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Sabato, 26 giugno 2010, ore 11,30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, si inaugura il “Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale”.
 
Per evento inaugurale, è previsto uno show case degli “Oniric”, duo musicale formato da Carlo De Filippo e Gianpiero Timbro. Oniric è un progetto locale notato dall’etichetta spagnola indipendente “Caustic Records” che ha prodotto il loro primo disco “Cabaret syndrome” (11/2009), un album che, nelle sonorità, tributa alla memoria collettiva e che, nelle immagini, cita il cinema delle origini.
 
Prevista anche la proiezione di “Blessing”, videoclip degli Oniric per la regia di Valerio Vestoso e con la partecipazione di Simona Giusti, Natale Cutispoto, Mariarita Timbro, Claudio D’Agostino, Peppe Timbro e Giovanni Calicchio.
 
Il Caff’Emporio è una caffetteria che aggrega il mondo culturale e artistico a quello dell’ecosolidarietà:  promosso da Art’Empori (comunità dell’arte biodiversa)  e dalle associazioni della Rete Arcobaleno, il Caff’Emporio consentirà ai suoi frequentatori di destinare il 10% dello scontrino, “votando”, per ogni consumazione, l’associazione di volontariato da beneficiare grazie all’iniziativa “La Spesa come Voto”.
 
Il Caff’Emporio promuove una consapevolizzazione dei consumi, culturali e commerciali, anche, proponendo prevalentemente prodotti etici, locali e biologici, attingendo dal commercio equo e solidale e dai Gruppi d’Acquisto Solidale. 

A ricordo fattivo dell’inaugurazione, verranno distribuite ai presenti piantine di ortaggi da travasare sul balcone di casa.

 Le associazioni promotrici del Caff’Emporio e destinatari della percentuale:
Art’Empori. Comunità dellì’arte biodiversa
Bmagazine. Rivista per un’informazione partecipata
Rete Arcobaleno. Associazioni per un’economia solidale
GAS Arcobaleno. Gruppo d’Acquisto Solidale
Tandem21/Quinua. Consumo critico e commercio equo e solidale
Lerka Minerka. Escursionismo naturalistico
La Cinta Onlus. Assoc. per il recupero della relazione uomo-animale
Slow Food Benevento
E’ più bello insieme. Centro per disabili
CAI Club Alpino Italiano. Sezione di Benevento
LIPU. Sezione di Benevento
Città di Eufemia. Nodo di economia solidale. San Lorenzello
NO inceneritore a San Salvatore Telesino
A Guardia dell’ambiente. Guardia Sanframondi
RNCD Raduno Nazionale Clown Dottori – Benevento
Crossroads. Crocevia culturali – Molinara
 

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La “rivincita del contadino” secondo la Rete Arcobaleno che partecipa al convegno “Olivicoltura tra buone pratiche agricole e criteri ambientali”

La Rete Arcobaleno partecipa al convegno “Olivicoltura tra buone pratiche agricole e criteri ambientali adattati alle condizioni locali”. Il convegno, promosso dall’Associazione Olivicoltori Sanniti, si terrà lunedì, 22 marzo 2010, ore 9.00, presso la sede della CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, in via delle Puglie, 34, Benevento.

Il dibattito, moderato da Giuliano Martino, presidente AOS, prevede un intervento dell’agronomo Luca Zolli,  sulle “Tecniche agronomiche in olivicoltura a basso impatto ambientale” e un intervento di Alessio Masone della Rete Arcobaleno su “Sostenibilità ambientale e qualità della vita in agricoltura”.

A seguire, gli altri interventi in rappresentanza della “Rete Arcobaleno per un’economia ecosolidale”:

– Roberto Pellino – Lerka Minerka, associazione di naturalismo paesistico;

– Tullio Zullo – La Cinta Onlus, associazione per il recupero della relazione uomo-animale;

– Mario Festa – Città d’Eufemia, nodo di economia solidale; 

– Nicola Sorbo – Associazione Città Paesaggio;

– Alessio Masone su “BN Km Zero, distretto di economia ecosolidale”, “MOC MOneta Corta“, “GAS Arcobaleno, Gruppo d’Acquisto Solidale”.

Successivamente, le considerazioni degli agricoltori e dei convenuti.

Mentre, nelle sedi accademiche, ci si attarda a dibattere di uno sviluppo agricolo improntato all’internazionalizzazione dei mercati, dando credito a un modello, ormai, in recessione e che ha avvantaggiato un’economia sovraterritoriale, a danno delle risorse economiche, sociali e ambientali dei territori, le associazioni ambientaliste sannite propongono percorsi proporzionati a quella nuova economia che sta innescando inediti assetti tra sviluppo economico e identità dei territori, tra nuova occupazionalità e sostenibilità ambientale.

Dopo il declino di un modello economico fondato sui sistemi di scala e sull’estrema mobilità delle merci, assisteremo alla “rivincita del contadino”: una nuova economia che, basata sulla centralità della persona, sulle comunità locali, sul paradigma della filiera corta nelle relazioni produttive e sociali, genera, da una parte, sviluppo a favore dell’impresa locale e una sicurezza alimentare a favore del consumatore, dall’altra parte, promuove uno sviluppo identitario dei territori e una vivibilità dei luoghi quotidiani.

Laddove le istituzioni risultano incapaci di soluzione, si prefigura un contesto sociale in cui i piccoli imprenditori, agricoli e commerciali, diventano le energie strategiche per quel nuovo corso capace di agevolare i livelli occupazionali, una giustizia sociale, una redistribuzione del reddito, una coesione sociale, un legame con il territorio. 

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Se il solo accenno alla possibilità di un blocco dei Tir o dei mezzi di trasporto merce, suscita crisi di panico nella maggior parte dei consumatori; c’è anche chi, di fronte a questa ipotesi, se la ride osservando il mondo delle merci in fibrillazione.

Sono quelli che hanno scelto di acquistare  alimenti da filiera corta attraverso i Gruppi d’Acquisto (http://www.retegas.org/)(GAS Arcobaleno Benevento ordini.arcobaleno@gmail.com ; https://beneventoecosolidale.wordpress.com/associazioni/gas-arcobaleno/ ), .

Quelli che autoproducono il più possibile per sottrarsi all’invadenza di merci spesso inutili e dannose.

Sono quelli che hanno scelto di fare a meno dei surgelati preferendo prodotti freschi acquistati direttamente dal contadino.

Sono quelli che bevono l’acqua del rubinetto evitando di far circolare TIR carichi di acqua della Campania in viaggio per Milano o di acqua di Sondrio spedita a Palermo. L’acqua del rubinetto è, infatti, potabile. In caso contrario non potrebbe essere immessa negli acquedotti. Per eliminare l’odore di cloro basta lasciarla decantare qualche minuto in una brocca. Per eliminare anche il calcare, basta usare una brocca con filtro o applicare appositi filtri ai rubinetti.

Ma sono anche quelli che, vivendo nelle grandi città, vanno in bici, spostandosi in molti casi ad una velocità maggiore (niente code e niente giri a vuoto per parcheggiare).

Si tratta di quella minoranza di italiani che è riuscita a coniugare la scelta ecologica con una migliore qualità della vita e che in queste ore vede ulteriormente premiato il suo stile di vita.

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di Alessio Masone – 11 dicembre 2009

Avevo scritto con cuore aperto e trasparente, partendo dal particolare (Parliamone) per parlare del generale (l’associazionismo).
Avevo approfittato per parlare di cambiamento dal basso che, sebbene di moda, è un concetto conosciuto solo tramite i luoghi comuni. Penso di avere l’esperienza e il diritto di confrontarmi sull’argomento, senza timore di essere accusato di pretenderne l’esclusiva, come temerariamente afferma Jean Pierre el Kozeh.

Avevo scritto sponsorizzando un’osmosi tra l’associazionismo, in generale, e un politico illuminato (Nazzareno Orlando) che, senza alcuni chiarimenti costruttivi, non potrebbe realizzarsi. E invece, per insicurezza, in risposta, ho ricevuto solo vacua ostilità: ai miei meditati contenuti non si è risposto con costruttive riflessioni ma, con elusiva retorica, tramite domande e accuse. Parliamone vuole promuovere il confronto, ma, quando ciò le riguarda da vicino, il confronto non è più bene accetto.
Questa alzata di scudi, da parte di due esponenti culturali di destra che non vivono il territorio, ma la capitale d’Italia, è dannosa per la credibilità di Parliamone, associazione che vuole dichiararsi apolitica e per le attività dal basso. Ancora di più dannosa, quando l’intervento è firmato da chi, negli anni dell’assessorato di Orlando, gestiva buona parte delle attività culturali promosse dal Comune di Benevento: con fare controproducente, ha riacceso gli animi e le lamentele di tutti quegli artisti e di quei musicisti che non erano graditi da El Kozeh.

El Kozeh, lamentando che le associazioni, nelle loro censure, non sono entrate nel merito delle attività organizzate da Parliamone, non ha considerato che, per tatto e per rispetto della biodiversità delle proposte, noi non abbiamo voluto giudicare le singole attività, ma solo l’impostazione. Comunque, se sollecitati a esprimerci, dobbiamo dire che le attività di Parliamone, almeno quelle che conosciamo, sono generiche adesioni a iniziative promosse da altri, a livello mondiale (La giornata della lentezza, 100 piazze per il clima), oppure generiche attività per rilevare i disagi della popolazione locale, senza utilizzare una specifica visione per decodificare la società in cambiamento (piattaforma logica). Preferendo i processi culturali orizzontali, diffido delle iniziative che, calate identicamente su tutto il pianeta, sono incentivatrici, al di là dell’obiettivo, di un paradigma omologante e spersonalizzante.
Le attività della Rete Arcobaleno, che non è riduttivamente una rete ecologista, ma una rete per un’economia ecosolidale (quindi, per un approccio integrato), sono tutte nate sul territorio, senza condizionamenti diretti di realtà esterne al territorio. Una coraggiosa scommessa, visto il rischio di isolarsi in un panorama culturale ristretto. Ma la scommessa di valorizzare idee espressive delle identità territoriali, per ora, si è dimostrata un’intuizione fertile: a tre anni dalla costituzione, le attività della Rete Arcobaleno sono state oggetto dell’indagine di due tesi di laurea. Difficilmente, l’appello, a esporre fazzoletti azzurri alle finestre per contrastare i cambiamenti climatici, sarà oggetto di una tesi di laurea, almeno fino a quando Orlando non sarà docente universitario.

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Venerdi 11 Dicembre 2009 ore 20.30
Sala Da Thè Shaza P.zza del Popolo Avellino 

Proiezione di  Corti di Umberto Rinaldi

“Il Cinema tra Creatività e Comunicazione” 

 Per maggiori dettagli, clicca qui   

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Sabato 12 Dicembre 2009

Grotta dei Banditi
“M.te Monaco di Gioia”
M.ti del Matese

 

App. Bar Gavio
 San Giorgio del S. ore 7.50
Bar 2000 Bn ore 8.00
P.za Gioia Sannitica
 ore 9.00

Per maggiori dettagli,clicca qui

  

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 Domenica 13 Dicembre 2009

IV Itinerario
“La Bellezza Rifiutata”

San Salvatore Telesino
 

 App. Bar Gavio San Giorgio del S. ore 9.00
Bar 2000 Bn ore 9.10
San Salvatore Telesino ore 10.00
  
  
 

Per maggiori dettagli, clicca qui

    

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Fermo e diretto l’intervento, pubblicato su Il Quaderno, di Alessio Masone, cofondatore della Rete Arcobaleno di Benevento, che si esprime sulla polemica sollevata da Ugo Del Sorbo, presidente dell’associazione Democrazia Partecipata, in merito all’attività associativa portata avanti dal capogruppo comunale del Pdl, Nazzareno Orlando.

Di seguito, l’intervento di Alessio Masone (I ruoli della politica e dell’associazionismo: Parliamone), come riportato, parzialmente, dal quotidiano online.

Nessuno è contro l’associazione Parliamone, di cui stimiamo, senza dubbio, i promotori. Si teme solo il duplice ruolo di Nazzareno Orlando: sebbene egli sia un’ottima persona, un politico colto e valente, la democrazia ha bisogno del pluralismo di quei ruoli che devono restare, garantisticamente, opposti, l’uno all’altro. Anche per questo, è comprensibile il disagio di quelle associazioni che hanno difficoltà a radunare una manciata di partecipanti alle loro iniziative, mentre una specifica associazione, essendo promossa da un esponente politico, già assessore e, in futuro, probabile sindaco o deputato, riesce a coinvolgere frotte di simpatizzanti o, comunque, a riscuotere risonanza sul territorio.

Qualcuno ha scritto che Orlando, tramite l’associazione Parliamone, ha promosso iniziative a favore di temi, senza colore politico, come quella contro la povertà e i cambiamenti climatici o quella a favore dell’intitolazione di uno spazio pubblico a Giancarlo Siani, il giornalista trucidato dalla camorra. Orlando è parte della società civile che, con coerenza, concretamente, è a favore della legalità, della giustizia sociale e della tutela ambientale?

O, in quanto esponente di rilievo di un partito verticistico per antonomasia, è parte di quel sistema partitico che, di destra e di sinistra, per sopravvivere, alla ricerca di consensi e finanziamenti, dialoga con le grandi aziende (opere pubbliche, project financing e edilizia residenziale), di fatto, agevolando il braccio imprenditoriale della camorra, distruggendo la qualità ambientale del territorio e aumentando la disparità tra ricchi e poveri. Il vero Orlando è quello che dice o quello che fa?

Orlando, con la sua buona fede, rischia di consentire alla politica di mettere il cappello sulla società civile e di legittimare la classe politica nel suo agire sconsiderato. Le associazioni, con la loro metodologia e con le loro idee, hanno il compito di condizionare i politici più illuminati, come Orlando: se un esponente politico del XXI secolo crede nella portata innovativa dell’associazionismo, dovrebbe mettersi in ascolto delle associazioni già esistenti sul territorio e non farsene una, personalizzata e su misura, per non farsi contaminare, neanche, ora, dal mondo in cambiamento”.

(per leggere l’articolo integrale,  clicca su continua a leggere) (altro…)

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Comunicato stampa (trasmesso ai media beneventani, il 7 agosto 2009)

Emergenza rifiuti risolta solo in TV

Durante l’Art’Ap dell’8 agosto, alle ore 12, presso la Libreria Masone, sarà distribuito, a cura della Rete Arcobaleno, il vademecum “Rifiuti: cosa posso fare io per ridurre, riusare, compostare e differenziare gli scarti dei miei consumi” e sarà diffusa la seguente  nota sull’emergenza rifiuti.

L’emergenza rifiuti campana è stata risolta, solo, secondo le televisioni e i giornali nazionali.

Chi vive in Campania dovrebbe sapere che l’intreccio, tra amministratori locali e grandi aziende, responsabile di 14 anni di malversazioni nella gestione dei rifiuti, invece di essere azzerato dal governo centrale, è stato agevolato nel superare lo stallo che la società civile, bloccando le discariche fuori norma, gli aveva procurato. 

Infatti, il governo centrale, invece di utilizzare l’esercito per presidiare un territorio minato da discariche abusive, tutt’ora, utilizzate per sversare rifiuti tossici, ha inviato l’esercito contro quelle popolazioni innocenti che, in assenza dello stato, difendevano la salubrità pubblica contrastando  discariche non a norma e numerosi progetti di incenerimento.

Con un’operazione puramente mediatica e senza rimuovere le cause dell’emergenza, il governo ha spostato i rifiuti dalle strade di Napoli alle province incolpevoli dell’interno e della martoriata provincia di Caserta.

L’inceneritore di Acerra,  inaugurato in pompa magna e presentato come un gioiello tecnologico che avrebbe permesso finalmente l’avvio di un moderno ciclo dei rifiuti in Campania, a causa di carenze tecniche, funziona a singhiozzo e danneggia la salubrità dell’aria, superando abitualmente il limite consentito di emissione di pm10.

Eppure, la versione mediatica, secondo cui l’emergenza rifiuti sarebbe stata proficuamente risolta, la subiscono, a loro volta, quei media locali che dovrebbero tutelare gli interessi del territorio e che, invece, si adeguano a una classe politica locale succube di visioni e decisioni imposte altrove.

Se la classe giornalistica e intellettuale locale non è capace di cogliere la differenza tra il mondo reale e quello virtuale che ci impongono i media nazionali, significa che anche essa è rimasta vittima dell’ipnosi mediatica: tutti, di destra e di sinistra, senza identità e senza autonomia di pensiero, restano inchinati ai piedi del re del mondo virtuale.

Rete Arcobaleno Benevento – Rete di economia ecosolidale
Alessio Masone

Benevento, 7 agosto 2009

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Filosofia verde
Scritto da Ubaldo Nicola
Tratto da Diogene N° 15 Editoriale

Ci sono pensieri inquinanti e pensieri sostenibili? Il profeta della
lotta al riscaldamento globale, _Al Gore, accusa la filosofia
occidentale di aver allevato un uomo narcisista e superbo, che
credendosi signore del mondo scorrazza come un predone provocando
devastazioni ovunque arrivi_. E poi ci mettiamo a parlare di foreste
vergini e luoghi incontaminati, implicitamente rassegnati all’idea che
gli unici luoghi non sfigurati siano quelli dove non abbiamo ancora
messo piede. Aristotele, Bacone, Cartesio, un po’ tutti i padri
spirituali del razionalismo vengono messi sotto processo: l’imputazione
è di averci fatto perdere l’antica saggezza del vivere in armonia con la
natura, per inseguire il delirio di onnipotenza di chi vuole rifare la
Terra a sua immagine e somiglianza.

Atteggiamento riassumibile in un termine: antropocentrismo, un fattore
che inquina le menti predisponendo un terreno fertile per
l’irresponsabilità ambientale, tanto quello che conta è solo l’uomo,
anzi, l’utile più immediato, per non dire il capriccio. Perché non si
inceppi il ciclo depredazione-consumo-rifiuti c’è bisogno di una
mentalità che lo consideri il “normale” modo di soddisfare i nostri
bisogni. (altro…)

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La Rete Arcobaleno a proposito del PUC e del Piano Strategico PIU Europa

Una posizione a tutela dei luoghi beneventani dal rischio di essere inglobati nell’area metropolitana, a causa di maggiori collegamenti con Napoli, e dal rischio che sia stravolta la vocazione rurale, ambientale e turistica del territorio, a causa di una piattaforma logistica.

 1) Tutela della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici dalla fascia costiera campana.

Tra le altre trasformazioni sociali in corso, è rilevante che il turismo delle zone interne della Campania è in crescita, mentre è in decrescita la capacità attrattiva della fascia costiera.

Il dato emergente deriva da un bisogno, sempre più diffuso nella popolazione, di raggiungere, non solo i siti di notevole rilevanza artistico/archeologica, ma anche i luoghi dalle connotazioni minimali, ma identitari, che, con la loro qualità di vivibilità quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei siti delle zone interne.

Il turista del nuovo secolo sta maturando la necessità di individuare mete che non siano da consumare una tantum, ma che consentano l’opportunità di interagire in modo più continuativo e relazionale con il territorio che li ospita.

Per queste motivazioni, si suggerisce di incentivare quella qualità di vita percepibile, dal cittadino e quindi dal visitatore, nei processi quotidiani di utilizzo della dimensione urbana e rurale del nostro territorio.

La città, nell’ansia di valorizzare i beni archeologici, non deve inficiare la qualità di vita nella dimensione quotidiana della popolazione. E’ necessario non cedere alla tentazione di suddividere il territorio in aree specializzate: archeologiche, aggregative, verdi, residenziali, commerciali, amministrative.

Una vivibilità quotidiana pretende che tutte le funzioni siano, non centralizzate, ma diffuse, per quanto possibile, in ogni quartiere: l’autosufficienza rionale, con la sua mobilità corta, è il modulo per una reale qualità di vita.

L’Arcipelago pedonale come centro aggregativo e commerciale diffuso.

Pedonalizzando e valorizzando, almeno una strada minore, non strategica per il traffico veicolare, in ogni rione, si consentirebbe la creazione di luoghi di aggregazione che potrebbero attirare visitatori anche da altri quartieri, andando a perseguire una mobilità turistica intraurbana. L’Isola Pedonale Rionale consentirebbe sempre, anche nei giorni feriali, a tutti i cittadini, soprattutto a bambini ed anziani, di raggiungere, a piedi e in sicurezza, un’area pedonale. Si eviterebbe che i cittadini percorrano, a piedi o in auto, alcuni km nello smog e nel traffico, per fruire poi di soli 1000 metri di passeggiata (salubre?) nel centro storico. Si consentirebbe maggiore visibilità a strade, ora caratterizzate da scarsa attrattività, aumentando anche la superficie dell’offerta commerciale della città. Col tempo, collegando le varie zone pedonali, si concretizzerebbe una rete di isole pedonali (Arcipelago Pedonale) agevolando una maggiore mobilità pedonale e ciclabile.

Il centralismo, che sta abbandonando le modalità dei flussi turistici campani, a favore di un turismo minore e diffusamente distribuito nelle aree interne, sta abbandonando anche le modalità di fruizione dei luoghi all’interno di un centro urbano.

Si suggerisce, pertanto, di non pedonalizzare la strada più nota di ogni rione, ma quelle che, rappresentative del tessuto quotidiano rionale, realizzino moduli di vivibilità da estendere al resto della città.

E’ sconsigliabile la pedonalizzazione di via Napoli, nel rione Libertà, in quanto questa costituisce un’arteria strategica per il traffico veicolare e, al contempo, non è portatrice di vivibilità ai residenti: non è un luogo dove realizzare acquisti a piedi, ma solo un “non luogo” dove dirigersi di proposito per passeggiarvi fuori dall’agire quotidiano. Inoltre, via Napoli, se pedonalizzata, in diverse ore del giorno resterebbe deserta, mentre le strade con funzioni sociali quotidiane sarebbero aggravate di maggiore traffico veicolare, ottenendo un peggioramento della qualità dell’aria e della vita.

Pertanto, nel rione Libertà, è consigliabile pedonalizzare una strada dalle valenze quotidiane come via Cosentini o via Vitelli.

Identità urbane e paesaggio agrario periurbano.

Nel tutelare la vocazione turistica di Benevento, diventa obbligatorio tutelare il paesaggio agrario e le connotazioni naturalistiche quotidiane che circondano la città.

Le città della fascia costiera soffrono la mancanza di quel paesaggio agrario che, realizzando un filtro tra una località e l’altra, sia capace di rigenerare la qualità ambientale dei centri urbani e, delineandone l’identità, sia capace di soluzione di continuità fra i centri urbani.

E’ fondamentale che queste popolazioni, quando visitano Benevento e il suo circondario, in particolare, dirigendosi verso il sito religioso di Pietrelcina, non riscontrino la stessa sgradevolezza che vogliono sfuggire rivolgendosi al nostro territorio: quei grovigli di rampe stradali e snodi intermodali, ma anche quelle strutture commerciali extraurbane che, corredando le vie di collegamento con le località più prossime, cancellano, allo sguardo, il paesaggio agrario e trasformano una cittadina, con una sua identità, in una città senza fine e senza confine con le altre località. 

Pertanto, si suggerisce di non rendere aree commerciali gli assi viari che, gravanti sul territorio comunale, collegano Benevento a Pietrelcina.

2) Realizzazione di un Ente Fiera come alternativa alla piattaforma logistica. (altro…)

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Giornata mondiale dell’Alimentazione
Giovedì, 16 ottobre 2008 – Archivio di Stato di Benevento
Il paesaggio agrario sannita tra passato e futuro

Le campagne periurbane come siti naturalistici quotidiani e come luoghi per un’agricoltura di prossimità
di Alessio Masone

Il variegato paesaggio agrario italiano, parcellizzato in una miriade di piccoli fondi e caratterizzato dall’alternanza di valli e colline, per secoli è stato realizzato e manutenuto da una classe di involontari architetti: il mondo contadino.

Spesso, dimentichiamo che il mestiere più diffuso al mondo è quello dell’agricoltore: circa il 50% della popolazione del pianeta vive di agricoltura.

La popolazione mondiale, ora già oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi.

A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. Considerando che, nei paesi in via di sviluppo, è in continua crescita il consumo pro capite di alimenti, il comparto agroalimentare, nel futuro, sarà più strategico del comparto industriale.

Quando ormai l’economia di scala, tipica della produzione industriale, è in recessione, quando l’economia virtuale dei mercati finanziari inizia a mostrare i suoi limiti, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell’economia rurale e dalla filiera corta, unico comparto, insieme al turismo ambientale e culturale, in espansione nel XXI secolo. (altro…)

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La comunità EcoSolidale sannita.

– Temi ecosolidali;

– Associazioni ambientaliste e solidali;

– Iniziative e progetti delle associazioni;

– Operatori di filiera corta e di economia ecosolidale.

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